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I sistemi di controllo e sorveglianza messi in atto durante gli esami a distanza per evitare comportamenti scorretti possono aumentare il carico di stress negli studenti. Come affrontare questa nuova situazione? I consigli della coach Lucia Ivona

Esami a distanza, studenti “sorvegliati speciali” e “presunti colpevoli”

Si avvicina per molti studenti universitari il periodo degli esami. Gli appuntamenti si fanno ravvicinati, l’impegno è intenso e ritmato, le energie investite a livello mentale sono considerevoli.

Questa sessione di esami presenta inoltre un ulteriore elemento di complessità, non trascurabile se pensiamo alle possibili implicazioni ed effetti che può sortire: presenterà infatti agli studenti, il conto di esami da svolgere online e in stanze virtuali, in gruppo, o da soli con la presenza del docente, monitorati a distanza da sistemi di controllo forniti dall’intelligenza artificiale, sempre più sofisticati e precisi.

Questo sistema di sorveglianza e le differenti strategie di controllo cui sarà sottoposto lo studente, per evitare che possa alterare il corretto andamento dell’esame, potrebbero dare origine a una tensione eccessiva, maggiormente difficile da gestire rispetto a quella che in modo del tutto coerente con la richiesta di prestazione si avverte quando si è sotto esame. Tali sistemi di controllo, seppure in parte comprensibili nelle finalità, potrebbero far sentire lo studente un “presunto colpevole”, alterando significativamente il suo approccio alla seduta di esame.

Sentirsi un “sorvegliato speciale”, scrutato in modo continuo in ogni possibile virata di sguardo oltre lo schermo del PC, potrebbe generare comprensibilmente uno stato di soggezione e paralisi; la scarsa conoscenza di questa modalità di sorveglianza e delle sue dinamiche, insieme all’incertezza legata al come potrà svolgersi la seduta, potrebbe aumentare lo stress e la tensione che già fisiologicamente sono alti nei momenti di grande prestazione mentale quali gli esami.

Come possiamo comportarci? Quali consigli possiamo dunque dare agli studenti?

Non è semplice rispondere a queste domande, poiché ogni singolo studente è diverso da tutti gli altri, vive una situazione differente e specifica rispetto al contesto; non vorremmo quindi correre il rischio di offrire una ricetta pensando che sia valida per tutti. Un ricetta da replicare seguendo le indicazioni e le quantità proposte per garantire così i risultati sperati da ciascuno.

Ogni essere umano è chiamato a trovare la propria strada per rispondere in modo funzionale alle situazioni potenzialmente stressanti che gli si propongono nel quotidiano; tuttavia ci sono alcune semplici attenzioni che potrebbero fungere da bussola e fornire a tutti dei buoni prerequisiti di partenza che potremmo definire comportamenti di igiene di base per la mente.

Esami a distanza, sette suggerimenti per non farsi sopraffare dallo stress

1) Imparare a riconoscere le proprie emozioni

Imparare a darsi spazio, a concedersi un tempo per conoscere il proprio codice interno: cosa provo? cosa sento? Cosa avverto nel corpo? Stati d’animo, tensioni muscolari, movimenti viscerali, pensieri ricorrenti. Tutto appartiene al nostro linguaggio interiore.

Saper leggere questo codice insolito, senza avere fretta o urgenza che ogni cosa passi, che ogni fastidio cessi, ogni tensione svanisca, può essere un utile aiuto per crescere in consapevolezza e in capacità di gestire lo stress.

Rimanere in ascolto delle proprie tensioni e di altri possibili sintomi psicofisici, non allontanarli frettolosamente come ospiti sgraditi, ci permetterà di renderli non solo più “gestibili”, ma di farne dei veri e propri alleati per migliorare le nostre prestazioni. La tensione infatti, se ben canalizzata, è un valido strumento per aumentare la nostra vigilanza e la nostra attenzione.

2) Trovare il tempo per fare le cose che ci appassionano

Quando siamo sotto esame, tendiamo a dimenticarci di tutto il resto. Canalizziamo tutte le nostre energie nello studio e tendiamo a rimandare o interrompere quelle attività che più di altre ci appassionano. Così facendo non ci rendiamo conto di quale grande autogol ci facciamo.

Dedicare del tempo alle attività che nutrono la nostra passione, significa infatti generare nuove energie per la nostra psiche. Se infatti spendiamo molte energie per studiare, dobbiamo trovare un modo per recuperarle altrimenti, come anche le più sofisticate auto,  potremmo rischiare di andare prima in riserva e, nella peggiore delle ipotesi, di finire del tutto il nostro carburante, fino a fermarci.

Coltivare le proprie passioni, anche nelle giornate di studio e di alta tensione in vista degli esami è un modo utile per  “ricaricare le batterie”, o, tornando alla metafora precedente, per fare benzina. Ognuno con il suo tempo e con la propria passione, importante è cominciare ad allenarsi a coltivare questo prezioso spazio di recupero.

3) Avere cura di sé

La situazione creata dal Covid 19 ci ha ricordato che avere cura di sé stessi è fondamentale per la propria salute e avvantaggia al contempo le persone che amiamo e la comunità in cui viviamo.

Riposare bene e per almeno 8 ore a notte, sarà un toccasana per il nostro equilibrio psicofisico specie se siamo sotto esami. Imparare ad ascoltare il nostro corpo, i suoi movimenti, i suoi cambiamenti, portare consapevolezza e attenzione in quello che sentiamo, potrà solo facilitare la creazione di risposte funzionali e di comportamenti adeguati alle situazioni. Alimentarsi con gusto ed equilibro, facendo attenzione alla qualità e alla quantità di quello che mangiamo, può rispondere con efficacia all’aumento di richiesta energetica di cui necessitiamo sotto esame.

Ricordiamoci inoltre di bere molta acqua, perché non fa bene solo al nostro corpo, ma aiuta moltissimo anche la nostra mente al lavoro. Le cellule del nostro cervello infatti, lavorano meglio e con meno sforzo se riescono a conservare quel giusto livello di idratazione di cui hanno bisogno per trasmettersi segnali. I mal di testa da troppo studio, sono in molti casi mal di testa da disidratazione. Pensiamoci bene: quanto beviamo mentre siamo presi da studio ed esami? Non dimentichiamoci di bere!

4) Considerare nuovi punti di vista e imparare a saper chiedere aiuto

Quando siamo immersi in una situazione difficile e stressante, il livello di coinvolgimento personale può essere molto alto. In questi momenti più che in altri, può essere molto utile allargare la visuale e cercare di considerare nuovi punti di vista.

Se ci sentiamo schiacciati da un eccessivo carico tensivo e abbiamo la sensazione che tutto cominci ad essere troppo difficile, pesante, oscuro, possiamo considerare la possibilità di un percorso di consultazione psicologica o di counselling. Divenire consapevoli che possiamo avere bisogno di aiuto è un atto coraggioso ma ancora di più lo è, quello di riuscire a chiedere questo aiuto.

Per approfondire: Burnout universitario: cos’è e come si riconosce

5) Restare aperti e disponibili

È vero che le difficoltà o lo stress possono renderci più duri con gli altri, possono renderci più cupi e meno disponibili alla relazione, ma è anche vero che coltivare un atteggiamento di gentilezza può permetterci di aprirci alla vita in modo nuovo e dinamico.

Un sorriso o una piccola cortesia non sono utili solo a chi li riceve ma anche a chi per primo, sorride e si relaziona con gentilezza. Come dice una massima buddista: il male che compi nel cosmo, prima o poi il cosmo te lo rende. Ugualmente accade con il bene.

6) Fare sport ed esercizio aerobico

Acquisire consapevolezza significa scegliere la via “sofisticata” del nostro cervello emotivo, quella più corticale, che interseca emozione e ragione. Esiste però anche una via “semplice”, cioè quella del cambiamento di “abitudine mentale”, che passa attraverso un miglioramento della reattività fisica agli stati mentali.

Questo tipo di via può essere potenziata mediante lo sport e l’esercizio aerobico. Ricorda infatti: quello che la tua mente non sa ancora fare, insegnalo al tuo corpo perché le due unità consolidano ogni apprendimento sempre insieme e quello che impara il primo, impara anche la seconda. E viceversa.

7) Fare attenzione ai canti delle sirene!

I vizi come il fumo e l’alcool, che sul breve periodo possono darci un senso di benessere, a lungo andare possono influire negativamente sul nostro stato di salute e aumentare i nostri livelli di tensione e stress.

Sono come le sirene di cui Omero racconta nell’Odissea. Ulisse per ascoltarle senza rimetterci la vita prese delle precauzioni importanti e estreme. Se non riusciamo a eliminare l’uso di queste sostanze, seguiamo almeno l’esempio di Ulisse: prudenza!

Foto di bongkarn thanyakij da Pexels

 

Lucia Ivona

Lucia Ivona

Trainer, Counsellor e Coach

Specializzata in biosistemica e teatroterapia, sviluppa percorsi di coaching individuali per gli studenti universitari e di potenziamento delle capacità di studio e di concentrazione attraverso le più avanzate tecniche di PNL. Ha maturato un'ampia esperienza in attività di progettazione e ricerca nell’ambito del terzo settore e in collaborazione con enti privati e pubblici nazionali ed europei.

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