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Il passaggio tra la fine di un ciclo scolastico e l’inizio di un altro è un momento importante e delicato nella vita di bambini e ragazzi. Da un lato porta con sé stimoli e occasioni di crescita, dall’altro può favorire la nascita di dubbi e timori. Come affrontare questi aspetti?

I consigli di Martina Tramontano, psicologa e psicoterapeuta del Centro Medico Vivavoce. 

Ansia da fine ciclo scolastico, che fare?

L’esperienza scolastica riveste un ruolo importante per lo sviluppo del bambino o del ragazzo da un punto di vista sia formativo che di crescita personale.

All’interno di questo processo i passaggi da un ciclo scolastico all’altro sono i più delicati. Rappresentano un cambiamento (di vita, metodo di studio, relazioni interpersonali) con i propri coetanei ma anche con nuovi docenti e nuovi contesti.

Per l’alunno entrare in un nuovo ordine di scuola significa mettere in discussione i criteri su cui è stata fondata l’esperienza scolastica precedente, uscire dalle sicurezze costruite e affrontare nuovi sistemi relazionali, nuove regole e richieste.

Questo porta con sé stimoli e occasioni di crescita, ma anche dubbi, interrogativi e timori che è importante condividere e affrontare anche con il sostegno dei genitori.

Quali aspettative ed emozioni si provano in vista di un passaggio da un ciclo scolastico all’altro?

Ogni evento nuovo spaventa, soprattutto in una fase in cui bambini e ragazzi già devono fare i conti con i cambiamenti emotivi e cognitivi legati alla pre-adolescenza e all’adolescenza. Non si sentono pronti, temono di non essere all’altezza delle richieste e di confrontarsi con i nuovi compagni. Devono affrontare se stessi, sperimentarsi e conoscersi in un contesto completamente nuovo dove le aspettative che si sono creati spesso non coincidono con la realtà.

I preadolescenti si ritrovano a confrontarsi con il passaggio da un ambiente più protetto e intimo a un luogo più distaccato e meno rassicurante con un numero maggiore di insegnanti e materie.

Gli adolescenti invece devono confrontarsi anche con la scelta della tipologia di scuola. Spesso nella testa dei ragazzi questa decisione influenza l’orientamento professionale per il resto della vita.

Molti studenti vivono l’ingresso nel nuovo ciclo scolastico in modo positivo per via della maggiore indipendenza. Proprio questo fattore però può rivelarsi un ostacolo all’adattamento.

Come affrontare questi aspetti?

1) Partire dall’idea che la vita di tutti presenta cambiamenti e richiede adattamenti. Bambini e ragazzi possono avere l’impressione che i compagni siano maggiormente a proprio agio, ma la verità è che, soprattutto all’inizio, tutti si sentono un po’ spaesati e in ansia e ciò è normale quando si sperimenta un momento di passaggio da una realtà nota a un’altra sconosciuta.

2) Pensare che non ci sono cambiamenti “positivi” o “negativi” in sé, ma tutto dipende da come li viviamo. Per aiutarci a sperimentare questi passaggi positivamente è utile dirigere il proprio focus sulle opportunità di crescita, riconoscerne gli aspetti positivi e individuare e sviluppare le risorse necessarie nel nuovo contesto.

3) Sicuramente ogni cambiamento, anche quando gestito nel migliore dei modi, comporta sempre e comunque un po’ di ansia che può essere sperimentata con disagio portando a sviluppare pensieri negativi sulle capacità e l’efficacia personale. È bene ricordare che la maggior parte delle preoccupazioni sono passeggere e destinate a scomparire rapidamente non appena si ha la possibilità di conoscere il nuovo ambiente, le strutture e le risorse presenti, nonché le richieste del nuovo contesto scolastico.

4) Il passaggio al ciclo scolastico successivo è anche connesso a come sono stati vissuti gli anni precedenti. Se la scuola è stata sperimentata come un’esperienza positiva sarà più facile vederla come una fase di crescita e di arricchimento. Se gli anni precedenti sono stati vissuti negativamente, si svilupperà il timore di rivivere nuovamente quelle emozioni per cui il cambiamento verrà percepito con più fatica e paura e si affronterà con un ruolo più passivo. In questi casi il supporto genitoriale può essere importante.

Leggi anche Balbuzie a scuola e difficoltà relazionali: il ruolo degli insegnanti

Cosa fare quando ansie e paure riguardano le relazioni?

Alcune insicurezze possono riguardare i rapporti interpersonali con gli altri studenti o con i docenti. Sicuramente la creazione di nuove relazioni con altri studenti può costituire inizialmente una fonte di stress.

Un aiuto può essere fornito dalla considerazione che più o meno tutti coloro che frequentano il primo anno di una nuova scuola sono nelle stesse condizioni e che quindi molto probabilmente accetteranno positivamente qualsiasi approccio interpersonale, nella speranza di creare dei contatti.

È importante essere consapevoli del fatto che non si è i soli a sperimentare delle difficoltà e si ha la possibilità di condividere con gli altri i propri vissuti. La vicinanza e il confronto con i compagni consentono, infatti, di reperire informazioni mancanti, correggere i propri errori di valutazione, controllare meglio l’ansia soprattutto nella relazione con i nuovi docenti.

Il ruolo dei genitori: come possono aiutare i propri figli?

In queste tappe delicate i genitori sono fondamentali ma è importante che si mostrino comprensivi e disponibili al dialogo permettendo al figlio di esprimere insicurezze e preoccupazioni. Abituarlo a parlare di ciò che gli succede in ambito emotivo, facendogli capire che può contare su di loro, lo aiuterà a non sentirsi solo nell’affrontare il cambiamento legato al passaggio scolastico.

È anche importante che il genitore rispetti i tempi del figlio supportandolo senza esprimere eventuali ansie e preoccupazioni che lo manderebbero inutilmente in agitazione. In questa fase il genitore non dovrebbe focalizzarsi sulla prestazione scolastica. È meglio invece normalizzare il senso di disorientamento e ansia vissuti dal figlio che si trova ad affrontare una nuova situazione.

Potrebbe essere utile anche condividere le proprie esperienze e paure per farlo sentire più accolto e compreso; non minimizzare le sue preoccupazioni, anche se sembrano infantili e irrazionali. Infine non enfatizzare questo momento e passaggio della sua vita dandogli eccessiva importanza, parlando solo del passaggio, caricandolo di aspettative ed emotività.

Altro aspetto importante è fare attenzione ai segnali del corpo, come effetto dell’eccessiva preoccupazione che viene somatizzata.

Questo vale soprattutto per chi ha avuto problemi relazionali, di bullismo o ha vissuto in maniera negativa le precedenti esperienze scolastiche.

Tali aspetti possono portare a vivere l’ingresso nel nuovo ciclo con la paura di trovarsi di nuovo in quella situazione, di non essere compresi e di avere ancora problemi. In questi casi è fondamentale che i genitori siano fonte di rassicurazioni e positività per il figlio.

Da un punto di vista pratico infine è anche importante che i genitori lavorino fin da subito sull’autonomia del figlio nella gestione del quotidiano fino ad arrivare all’organizzazione scolastica e del metodo di studio.

Foto di Dương Nhân da Pexels

Martina Tramontano

Martina Tramontano

Psicologa Clinica e Psicoterapeuta

Laureata in Psicologia Clinica presso l’U.C.S.C. di Milano, è specializzata in Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale. Ha frequentato un Master di II livello in DSA presso l’Istituto Galton di Milano e ha conseguito il Primary Certificate in Terapia cognitivo comportamentale dei Disturbi dell’alimentazione (CBT-E).

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