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Afasia

L’afasia è un disturbo del linguaggio causato da una lesione cerebrale a carico delle cosiddette aree del linguaggio localizzate nell’emisfero sinistro di ogni individuo. Queste aree cerebrali permettono alle persone di parlare e di comprendere il linguaggio.

L’afasia dunque, rende la persona incapace di esprimersi normalmente nelle attività comunicative quotidiane. Questa condizione rende le persone afasiche incapaci di compiere attività che sembrano scontate e acquisite una volta per tutte, come ad esempio fare una chiacchierata con un amico, leggere un libro, scrivere i propri pensieri.

L’afasia compromette un ambito fondamentale della vita delle persone: la socialità. Tuttavia, questo disturbo del linguaggio non altera in alcun modo l’intelligenza delle persone né la loro capacità di provare sentimenti ed emozioni.

Nonostante l’afasia sia una condizione che rimane ai più sconosciuta, le statistiche annuali riportano numeri in aumento per quanto riguarda questo disturbo del linguaggio. Ad oggi si stima ci siano in Italia circa 150.000 pazienti afasici a seguito di malattie o lesioni cerebrovascolari, con 120.000 nuovi casi di ictus ogni anno, di cui almeno 15.000 riportano deficit linguistici severi.

Le forme diverse di Afasia

I disturbi afasici possono assumere forme molto diverse. Il paziente afasico può non essere più in grado di parlare, oppure di comprendere, o ancora di scrivere o di leggere.

La sensazione riportata maggiormente dai pazienti che soffrono di questo disturbo del linguaggio è quella di non riuscire a trovare la parola giusta. In altri casi le parole vengono trovate facilmente ma il paziente non è in grado di combinarle in frasi corrette dal punto di vista grammaticale. Spesso invece, le parole vengono articolate in modo non corretto, magari solo avvicinandosi al suono alla parola che si voleva esprimere. Questo accade perché disturbi motori possono accompagnare la condizione di afasia, e ciò si ripercuote anche nell’articolazione della parola.

Afasia e il rapporto con gli altri

La persona afasica si ritrova in una condizione in cui non è più in grado di esprimere i propri pensieri, i propri sentimenti, ed è solita manifestare rabbia, frustrazione e sintomi depressivi. Questo porta chi è affetto da afasia a vivere improvvisamente all’ombra della società, in una condizione di isolamento.

Il linguaggio è alla base della società umana. Quando non può più essere utilizzato normalmente e fluentemente, la persona tende a perdere autonomia e inclusione nei diversi contesti sociali, lavorativi e familiari.

I professionisti

Il paziente afasico necessita di una rete di supporto che comprende medici, neuropsicologi, logopedisti e assistenti sociali.

La riabilitazione tempestiva messa in atto da specialisti del settore risulta di fondamentale importanza nel recupero delle abilità linguistiche.
Questo recupero implica un miglioramento che può manifestarsi nei diversi ambiti della vita di un paziente afasico.

Cause della patologia

L’afasia è una patologia che comporta difficoltà di linguaggio acquisite in un soggetto adulto. Per questo motivo l’afasia si differenzia dai disturbi di apprendimento legati invece allo sviluppo dell’individuo.

L’afasia si manifesta nella maggior parte dei casi a seguito di lesioni cerebrali a carico delle aree del linguaggio localizzate nell’emisfero sinistro, ma può verificarsi anche in concomitanza di tumori e malattie neurodegenerative o in seguito a traumi cranici, encefaliti, e in casi di epilessia.
Le diverse cause del danno cerebrale implicano differenti quadri prognostici, ciascuno dei quali sarà inoltre specifico per il singolo paziente. Da qui l’importanza di terapie riabilitative mirate e sempre più specifiche a livello individuale.

Per approfondimenti leggi tutte le cause nell’articolo dedicato >>

Tipologie di afasia e sintomi

I vari tipi di afasia sono caratterizzati da deficit di varia entità, che possono riguardare diverse funzioni linguistiche, dal linguaggio parlato a quello scritto, dalla comprensione alla lettura.

La classificazione dei tipi di afasia che riportiamo più sotto si riferisce a disturbi associati a un danno focale all’emisfero sinistro in soggetti destrimani, tipicamente (ma non solo) come conseguenza di un ictus ischemico (la morte di una parte del tessuto cerebrale dovuta a un insufficiente apporto di sangue e ossigeno al cervello). La classificazione va letta alla luce della grande eterogeneità di sintomi presentati dai pazienti afasici. Queste differenze sono dovute principalmente alla localizzazione e alla estensione della lesione cerebrale, ma anche dal tempo che intercorre tra danno cerebrale e valutazione delle funzioni linguistiche del paziente.

In base alla capacità del paziente afasico di esprimersi a parole, si è soliti distinguere tra afasie non fluenti e afasie fluenti.

Trattamenti e terapie

Il recupero nell’ambito dell’afasia è un processo che si sviluppa nel corso del tempo. Convenzionalmente, si ritiene segua tre fasi distinte: la fase acuta, che comprende i primi 7/8 giorni seguenti l’evento morboso acuto (e.g. ictus); la fase sub-acuta, che va dalla fase acuta fino a due mesi dopo l’evento; la fase cronica, che va dai due mesi dopo l’evento acuto in poi. Benché durante i primi mesi che seguono l’evento acuto il disturbo tenda a migliorare nella maggior parte dei pazienti afasici, la riabilitazione e il conseguente recupero si caratterizza come un processo lento e graduale.

I fattori che influenzano il recupero sono diversi. Tra questi troviamo l’età, la scolarizzazione, ma soprattutto l’estensione e la gravità della lesione caratteristica di ogni paziente.

Nei giorni seguenti l’evento acuto il cervello attraversa un periodo che potremmo definire di “assestamento” grazie ad una proprietà fondamentale: la plasticità cerebrale, cioè la capacità di rimodellare la connettività tra neuroni, con conseguente riattivazione e riorganizzazione funzionale. Proprio questa proprietà permette il recupero funzionale che caratterizza i primi momenti seguenti la lesione. Questo processo talvolta può essere molto favorevole e portare ad una regressione completa o parzialmente completa della lesione, come avviene nella maggior parte dei pazienti.

Presso il Centro Medico Vivavoce di Milano è possibile prenotare una visita in merito all’afasia e concordare col paziente e i suoi famigliari la terapia di cura.

La nostra équipe

Prof. JubinAbutalebi - Neurologo, Direttore Sanitario del Centro Medico Vivavoce
Prof. Jubin Abutalebi
Neurologo, Direttore Sanitario del Centro Medico Vivavoce
Prof. AntonioSchindler - Otorinolaringoiatra e FoniatraOspedale L. Sacco
Prof. Antonio Schindler
Otorinolaringoiatra e Foniatra Ospedale L. Sacco
Convenzione con Ospedale Niguarda - Reparto di Otorinolaringoiatria
Convenzione con Ospedale Niguarda
Reparto di Otorinolaringoiatria
Convenzione con Ospedale Luigi Sacco - Reparto di Foniatria
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Reparto di Foniatria
Dott.ssa FrancescaCervi - Neuropsichiatra Infantile
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Neuropsichiatra Infantile
Dott.ssa SilviaPerego - Odontoiatra specialista in Ortodonzia
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MichelaBonalumi - Psicologa
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