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Scuola a casa: le lezioni online e la didattica a distanza sono (quasi) ormai parte della routine di bambini, ragazzi… E genitori. Ma cosa accade quando, alla fatica che questa situazione comporta, si aggiunge un Disturbo Specifico dell’Apprendimento? Come il venir meno del contesto scuola e del supporto di insegnanti e tutor influisce sui bambini e ragazzi con DSA. E, soprattutto, cosa possono fare i genitori per sostenerli?

Martina Tramontano, psicologa e psicoterapeuta, ci aiuta a orientarci.

1. Come posso aiutare mio figlio con DSA con i compiti?

Con i bambini con DSA è importante partire dall’organizzazione del tempo.

Questo, infatti, specialmente in un periodo in cui sono chiamati a gestire più tempo da soli è l’aspetto più difficile.

Potete innanzi tutto aiutare il bambino a valutare il carico di compiti, le priorità e il tempo necessario, con l’aiuto di semplici domande.

  • Cosa dobbiamo fare? Ad esempio “Ci sono compiti scritti? Letture? Dobbiamo preparare una verifica?”
  • Quali sono i compiti più urgenti da fare? Quando possiamo farli? Ad esempio “Studiamo prima e poi lasciamo i compiti scritti per quando sei più stanco.
  • Quanto tempo impieghiamo per ciascun compito?

Fatte queste valutazioni, potete costruire un calendario giornaliero o settimanale insieme al bambino.

Per un bambino con DSA, questo lavoro non è automatico. Il bambino ha bisogno di voi per confrontarsi, per poi nel tempo riuscire a fare in autonomia queste valutazioni. Infatti, sapere organizzare il proprio tempo e i compiti da svolgere ha come obiettivo a lungo termine l’autonomia nella gestione del carico scolastico.

È poi importante continuare a valersi di tutti gli strumenti che il bambino utilizza normalmente durante l’anno scolastico. Le mappe, i colori, gli schemi e i video.

Utilizzate mappe e schemi, creati su carta o con software digitali (l’uso dei pc è importantissimo per i bambini con DSA).

La creazione di una mappa prevede delle strategie che potete apprendere e poi suggerire.

  • Gardate immagini e titoli prima di leggere il testo per farsi un’idea dell’argomento
  • Individuate parole chiave da cerchiare.
  • Create uno schema base per individuare gli elementi fondamentali di un testo ad esempio: Chi ha fatto qualcosa? Che cosa è stato fatto /è successo? QuandoDovePerchéCome? Queste domande aiutano a comprendere quali sono gli elementi da evidenziare in un testo per lo sviluppo di una mappa.

Utile anche l’utilizzo di evidenziatori per differenziare i vari elementi.

Potete anche ricercare insieme al bambino video esplicativi di argomenti poco chiari o difficili: questo può facilitare l’apprendimento anche in una maniera più giocosa e attraente.

In questo periodo di emergenza, fate attenzione a non creare confusione o discontinuità rispetto alla quotidianità. Se il bambino era seguito da un tutor, è bene assicurarvi di conoscere le strategie e la modalità di lavoro che utilizzava.

Nel dubbio, è consigliabile contattare il tutor DSA.

2. Mio figlio con DSA mi chiede spesso di aiutarlo. È giusto fare i compiti con lui?

È normale che in questo momento ci siano maggior richieste da parte del bambino.

Il cambiamento delle abitudini causa in lui difficoltà a livello emotivo. La vostra vicinanza nel momento dei compiti può rassicurarlo e riorientarlo rispetto al cambiamento che sta avvenendo, anche nella didattica.

È importante che abbiate una funzione di guida iniziale, supervisione e che siate presenti se e quando il bambino manifesta una difficoltà particolare.

Attenzione, però, a non sostituitevi totalmente al bambino, altrimenti rischiate di vanificare il percorso di raggiungimento di autonomia fatto fino ad ora a scuola.

Potete sostenere la sua autostima con il rinforzo verbale. Frasi come Bravo, ho visto che ti sei impegnato!, Oggi sei riuscito meglio! sono un aiuto valido!

 

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3. Cosa posso fare se mio figlio fa fatica a stare fermo e perde la concentrazione mentre fa i compiti?

La situazione attuale di scuola a casa non favorisce la concentrazione del bambino.

Le emozioni, l’ambiente domestico ricco di stimoli diversi, e un tempo non definito dedicato ai compiti, non aiutano a mantenere l’attenzione e l’interesse. Anche noi adulti siamo facilmente distratti dalla presenza di tanti stimoli o da un’attività prolungata nel tempo.

In più, se già prima di questa situazione il bambino aveva delle difficoltà a stare attento per lungo tempo, sicuramente la sua fatica a concentrarsi può essere maggiore.

Potete aiutare i bambini con qualche accorgimento pratico.

  • Definite un ambiente per i compiti che sia privo il più possibile di stimoli esterni, come il computer o la tv accesi. Se ci sono fratelli più piccoli, organizzate i compiti nel momento del riposo.
  • Stabilite dei tempi specifici e non troppo lunghi in cui fare i compiti, intervallati da pause ben definite. Per favorire questo ritmo, potete scandire il tempo di lavoro e le pause utilizzando delle sveglie o i timer, oppure scriverli su un foglio.
  • Riconoscete al bambino quando i tempi prestabiliti vengono rispettati, Sia verbalmente, sia proponendo attività piacevoli. Non rimproveratelo se questo non avviene, ma al contrario, incoraggiatelo.

Una disattenzione e un bisogno irrefrenabile di muoversi particolarmente alti rispetto alla situazione pre-emergenza, potrebbero essere legati alle emozioni del momento che il bambino non riesce a verbalizzare. Provate a parlare della situazione, per capire come il bambino la sta vivendo.

La verbalizzazione delle emozioni aiuta a gestirle!

Per evitare che il bambino costruisca un’idea sbagliata della realtà è importante raccontargli cosa sta accadendo, attraverso un linguaggio semplice che trasmetta sicurezza e fiducia. Iniziate con delle semplici domande, per capire quello che il bambino sa già sul coronavirus, quali informazioni ha compreso e quali no.

4. Come mai, con la scuola a casa, mio figlio soffre più di prima per la sua fatica?

Il bambino attualmente non ha nè l’aiuto degli insegnanti, nè il sostegno quotidiano del tutor.

Inoltre, è più frequente il confronto con i fratelli, che hanno tempistiche e modalità di studio diversi (generalmente migliori).

Paradossalmente, quindi, il bambino potrebbe accorgersi della sua difficoltà molto di più adesso che è a casa. Questo aumenta la sua consapevolezza di fare fatica e accentua le emozioni negative. Il risultato potrebbe essere una ancora maggiore sensazione di incapacità.

Il miglior modo per attenuare questa difficoltà è assicurarsi che utilizzi tutti gli strumenti compensativi di cui si avvaleva a scuola per riuscire nelle attività scolastiche (software o strategie che lo aiutino a studiare, leggere, etc.).

Aiutatelo a pensare alla sua difficoltà come a una miopia.

Fare fatica a leggere, a scrivere o a fare i conti è come essere miopi, cioè non vedere da lontano. Se una persona è miope, per vedere da lontano mette gli occhiali! E così riesce a vedere come gli altri. Allo stesso modo, se tu se applichi gli strumenti che hai imparato ad usare a scuola (le mappe, la sintesi vocale) riesci a studiare, come tutti gli altri.

Se il bambino era seguito dal tutor, un contatto diretto può aiutare a tranquillizzarlo.

 

L’équipe multidisciplinare di specialisti del Centro Medico Vivavoce prende in cura bambini e adulti che soffrono di balbuzie, di problemi legati alla voce e al linguaggio, e alla sfera psicologica ed emotivo-comportamentale.

Se hai osservato un cambiamento nel tuo bambino o non comprendi alcuni comportamenti di tuo figlio. Se soffre di disturbi dell’attenzione o dell’apprendimento, Contattaci.

Per maggiori informazioni scrivi a info@vivavoceinstitute.com.

 

Martina Tramontano

Martina Tramontano

Psicologa Clinica e Psicoterapeuta

Laureata in Psicologia Clinica presso l’U.C.S.C. di Milano, è specializzata in Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale. Ha frequentato un Master di II livello in DSA presso l’Istituto Galton di Milano e ha conseguito il Primary Certificate in Terapia cognitivo comportamentale dei Disturbi dell’alimentazione (CBT-E).

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