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Il lockdown per il coronavirus ha influenzato le nostre relazioni? È cambiato qualcosa in questi due mesi di quarantena imposta per arginare la diffusione del Covid-19? 

Cosa abbiamo imparato sulle nostre relazioni in questo periodo e cosa possiamo fare in caso di difficoltà: il parere di Giada Sera, Psicologa e Psicoterapeuta del Centro Medico Vivavoce.

Durante la quarantena le nostre capacità relazionali sono state messe a dura prova

Da un giorno all’altro sono cambiate le “condizioni ambientali” e, di conseguenza, anche le regole che sottostanno alle nostre relazioni.

In particolare, i nostri rapporti si sono posizionati su due estremi:

  • Isolamento sociale: ci siamo distanziati fisicamente dalla maggior parte delle persone che frequentavamo quotidianamente – colleghi, compagni di classe e amici;
  • Convivenza forzata: siamo 24 ore su 24 a stretto contatto con i nostri coinquilini – amici, partner, genitori.

La reazione a questo cambiamento radicale è soggettiva e influenzata da innumerevoli aspetti, ad esempio, aspetti tipicamente personologici – la capacità di tollerare la solitudine, l’inattività, l’ansia e la paura – e fattori ambientali – la grandezza della casa o la possibilità di avere un proprio spazio.

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Il coronavirus ha influenzato le nostre relazioni?

Le nuove condizioni di vita hanno influito tangibilmente sulle relazioni interpersonali.

Si pensi, ad esempio, ai turni conversazionali, ovvero alla capacità di alternare il proprio intervento in una conversazione,  un aspetto intuitivo nella scambio tête-à-tête. Nella videochiamate con amici è stato più difficile rispettarli, causando intervalli con lunghi silenzi oppure sovrapposizioni continue. A causa della monotonia della nostra quotidianità, si sperimenta la sensazione di avere meno argomenti di conversazione nonostante il desiderio di vicinanza e di contatto.

Inoltre, potrebbe emergere un irrigidimento eccessivo in alcune relazioni, un maggior numero di scontri e discussioni, o al contrario, percepire un maggior attaccamento e affetto per qualcuno.

A due mesi dall’inizio del lockdown, cosa abbiamo imparato sulle nostre relazioni?

Avendo dovuto mettere in “pausa” le nostre vite, abbiamo portato maggior attenzione su di noi e quindi anche sulle nostre dinamiche relazionali. Ecco su quali aspetti possiamo riflettere maggiormente:

  • Che valore diamo alle relazioni? Avendo messo in stand by molti impegni e attività, possiamo aver sperimentato realmente il valore e il peso che le relazioni hanno nella nostra vita: se abbiamo investito tanto sul lavoro o sullo studio, tralasciando gli affetti o, al contrario, ci siamo stupiti di avere molti contatti. Questa consapevolezza potrebbe portare a una riflessione sulle priorità e sui valori da attribuire alle relazioni in futuro;
  • Il modo in cui gestiamo le emozioni influisce sulle nostre relazioni? In momenti di maggior stress possiamo ricorrere a diverse strategie per gestire le nostre emozioni. Talvolta queste possono coinvolgere anche gli altri. Ad esempio, se sono agitata posso:
    • cercare un confronto con una mia amica o un amico;
    • diminuire i contatti con l’esterno;
    • essere maggiormente irascibile;
  • Hai imparato qualcosa di nuovo su di te e sulle tue relazioni? Sicuramente abbiamo un’idea di noi e del mondo, che spesso è rigida e immutabile. In questi mesi potremmo averla messa in discussione. Ad esempio, potremmo esserci scoperti più o meno forti di quello che pensavamo, di soffrire o di non soffrire la solitudine, di avere sovrastimato o sottostimato alcuni rapporti, di aver bisogno dei propri spazi o di avere difficoltà nel gestire alcune relazioni.

Se ho avuto difficoltà in qualche relazione, cosa posso fare?

  • Ricordati che questo è un momento particolare: abbiamo vissuto in condizioni extra-ordinarie, bisogna tenerne conto. Se è una difficoltà emersa in questo periodo, potrebbe essere il frutto di questo cambiamento; 
  • Non è conveniente prendere decisioni avventate ora: non prendere questa fase come momento rivelatorio. L’obiettivo che possiamo porci ora è solo quello di conoscerci meglio e di trovare strategie per gestire al meglio che si può questo momento;
  • Osserva le tue difficoltà relazionali: valuta se i contesti, le modalità, gli attori degli scontri sono sempre gli stessi e se ci sono delle modalità ricorrenti;
  • Osserva le reazioni degli altri in risposta ai tuoi comportamenti: ricorda che il tuo comportamento verso l’altro scatena in lui una risposta. Ad esempio, se aggredisco una persona, lui proverà rabbia e risponderà di conseguenza; se rispondo a monosillabe alle domande che mi vengono fatte, trasmetterò disinteresse e, di conseguenza, si interromperà la conversazione;
  • Prova a modificare, anche leggermente, il comportamento che suscita una risposta negativa nell’altro: se hai scoperto che un tuo comportamento scatena nell’altro una risposta indesiderata, prova a modificarlo, cerca delle alternative per disinnescare il circolo vizioso e passare ad un circolo più virtuoso. Ad esempio, se hai osservato che fare numerose domande in certi momenti della giornata porta l’altro a innervosirsi, prova a trattenerti e farle in un altro momento;
  • Monitora nel tempo tali difficoltà, se dovessero perdurare nonostante la ripresa delle attività dopo la quaranta prendine atto.

Foto di cottonbro da Pexels

 

Giada Sera

Giada Sera

Psicologa Clinica e Psicoterapeuta

Svolge attività di consulenza psicologica e psicoterapia, con una particolare esperienza nella terapia di adolescenti e giovani. Laureata in Psicologia Clinica, dello Sviluppo e Neuropsicologia, presso l’Università degli Studi di Milano Bicocca e specializzata in Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale. È consulente sessuale (titolo A.I.S.P.) e ha ottenuto un Master di II livello in Neuropsicologa presso l'U.C.S.C di Milano.

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