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La vittoria di Francesco contro la balbuzie

La balbuzie, la fuga da scuola, la laurea in ingegneria gestionale: Francesco Lucchini, ex allievo di Vivavoce Institute, si racconta a La Repubblica Milano. Ecco la sua storia.

“Per anni, durante il periodo della scuola, mi svegliavo al mattino sempre con l’ansia e con il desiderio, fortissimo, di non entrare in classe, di rimanere a casa da solo, senza parlare con nessuno”. Francesco Lucchini, 24 anni, ora parla spedito, ma “non è sempre stato cosi: in prima elementare i miei genitori si sono accorti che balbettavo. Da quel momento – racconta il neolaureato in ingegneria gestionale, con una tesi discussa lo scorso 25 luglio a Milano – ho dovuto imparare a convivere con la balbuzie che ti mette addosso ansia e insicurezza”. Così tanta che in quarta superiore Francesco ha lasciato per qualche mese la scuola. “Ero troppo stressato, ogni interrogazione era un supplizio, io mi rendevo conto che molto spesso le parole non mi venivano e allora mi sforzavo a cercarne altre, ma ne uscivo stremato. Psicologicamente, era una tortura”, dice.

 

Perché la balbuzie, che in Italia colpisce oltre un milione di persone, “è come una diga che impedisce al fiume di scatenarsi con tutta la sua potenza”.

 

A sei anni Francesco è stato portato da un logopedista ma dopo due anni di terapia non si vedevano miglioramenti. La sua famiglia, scoraggiata, aveva mollato la presa. Fino a che, in seconda e terza superiore, aveva iniziato a frequentare lo studio di una psicologa: “Una decina di incontri in tutto. Sedute in cui si analizzava la mia personalità, ma non era la personalità il problema. Mi serviva una équipe per superare la balbuzie, e lei non ce l’aveva. Quindi ho smesso di andarci, mi sembrava di perdere tempo”. Intanto, a scuola, Francesco era sempre più in ansia: durante le interrogazioni spesso si bloccava, con certi professori preferiva parlare in privato, usciva di classe ogni volta che c’era da fare una lettura ad alta voce. “Ogni scusa era buona per non parlare in pubblico. Quando i professori mi chiamavano per interrogarmi io fingevo di non sapere le cose, pur di non dover parlare“.

Il crollo di Francesco arriva a novembre del 2012, poche settimane dopo l’inizio del quarto anno di ragioneria. “Non reggevo più la pressione psicologica delle ore in classe con gli altri, ero in ansia per ogni parola pronunciata davanti ai miei compagni e ai professori. Non perché mi prendessero in giro, no, devo dire di essere stato fortunato: non c’è mai stato nessuno che si sia preso gioco di me e della mia balbuzie. Ma io non ero più in grado di gestire nulla. Per questo decisi di mollare tutto”. Francesco voleva un lavoro, “uno di quelli che puoi fare con la terza media e dove puoi candidarti senza che nessuno ti chieda di parlare. Ogni giorno uscivo di casa e consegnavo a mano i curriculum. volevo un lavoro che mi permettesse di stare da solo e che, soprattutto, non mi esponesse al pubblico”. Ma quel lavoro che Francesco cerca non esiste.

Poi, un giorno, riceve una telefonata: “Era la mia professoressa di economia aziendale, Donatella. Mi diceva che avevo tutte le capacità per affrontare la scuola e che dovevo tornare. Ero così demoralizzato dalle mie ricerche andate a vuoto che ho dato retta”. Quell’anno Francesco venne bocciato, ma nell’estate tra la quarta e la quinta superiore, mentre realizzava che alla maturità avrebbe dovuto sostenere un esame orale, cercava un modo di risolvere la sua balbuzie. La svolta arriva dal Vivavoce Institute di Milano. A dicembre 2013, Francesco segue il corso basato sul Metodo Muscarà (Muscarà Rehabilitation Method for Stuttering): una settimana di allenamento intensivo per imparare a usare i muscoli e la respirazione, prima in gruppo, poi da soli, infine in pubblico. Francesco torna a scuola e supera l’esame di maturità con 94/100.

“Avevo capito che, avendo smesso di balbettare, potevo fare tutto, anche l’università, così mi sono iscritto al Politecnico. Sono passati quattro anni, l’ho concluso e tra qualche giorno inizierò la specialistica”. Perché, Francesco lo sa, “una volta eliminata la balbuzie, nulla può fermarti”.

Tratto da: Chiara Baldi. “Dalla fuga da scuola alla laurea in ingegneria: la vittoria di Francesco contro la balbuzie”, La Repubblica Milano, 4 settembre 2017, p.IX

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