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Può capitare di rinunciare a conoscere qualcuno per paura del rifiuto, come pure affrontare un contesto nuovo e aver paura di essere criticato negativamente. Quando però la paura di essere rifiutati diventa un problema? 

La paura di essere rifiutati

Tutti abbiamo paura di essere rifiutati e – fin da piccoli – ci confrontiamo con questa spiacevole situazione. Per esempio: un bambino che non voleva giocare con noi, un ragazzo o una ragazza che non ricambiava il nostro interesse oppure un collega che non risponde positivamente ai nostri tentativi di socializzazione.

La paura del rifiuto può essere più acuta in alcune persone rispetto ad altre. Essa si manifesta come una costante preoccupazione del rifiuto e, di conseguenza, in una iper-attenzione a segnali sociali in questa direzione e in forti reazioni emotive nel caso l’evento accada.

Quando la paura del rifiuto diventa un problema?

È normale aver paura di essere criticati e giudicati negativamente dall’altro. Il fatto che la socialità è parte integrante dell’uomo spiega la nostra sensibilità al rifiuto.

Questo timore diventa un problema quando è intenso, pervasivo e indipendentemente dai dati di realtà, cioè quando non vi sono prove effettive di tale pericolo. In tal caso, si possono presentare stati emotivi intensi, solitamente ansia o vergogna, che influenzano il proprio comportamento.

Vi è il rischio che, nel tentativo di gestire le emozioni,  vengano messi in atto comportamenti disfunzionali che alimentano il timore. Per esempio, a seguito di una forte paura, evitare di entrare in relazione o, al contrario, ricercare in maniera eccessiva l’attenzione dell’altro potrebbe favorire il suo allontanamento confermando la paura del rifiuto. Anche iper-vigilare sui segnali sociali potrebbe far interpretare in maniera errata le espressioni facciali, i gesti o i commenti dell’altro aumentando la sensazione di rifiuto.

Per approfondire: Il disturbo d’ansia sociale nei giovani

Come si può affrontare la paura del rifiuto?

Prova a leggere e seguire queste indicazioni:

  • ricorda che è normale avere questa paura: è parte della vita di tutti, non solo della nostra, ed è associata ad una sofferenza emotiva. Non perdere energie nel cercare di evitarla totalmente;
  • poni attenzione ai pensieri che la alimentano e alle emozioni che esperisci: valuta se i tuoi pensieri riguardano la paura del giudizio altrui e l’incertezza su quello che potrà accadere. Sono quest’ultimi a farci provare vergogna e ansia;
  • confronta i tuoi pensieri con i dati di realtà: prova a riflettere se i tuoi pensieri sono supportati o meno da quello che effettivamente succede o ti è successo in passato. Spesso temiamo la critica dell’altro, ma nella realtà la sua risposta potrebbe andare nella direzione opposta;
  • fai attenzione a quali comportamenti stanno involontariamente alimentando la tua paura: come accennato prima, evitare le relazioni, una ricerca eccessiva di attenzioni o interpretare ogni segnale dell’altro può allontanare l’altro e portarti davvero a ciò che temi;
  • ricorda, infine, che non si può piacere a tutti e che non ci possono piacere tutti: anche se è difficile da accettare, è una consapevolezza che libera da molte preoccupazioni;
  • rivolgiti ad un esperto se questo timore ti condiziona molto: un professionista può aiutarti a gestire al meglio le tue emozioni.

Bibliografia

Downey, G., & Feldman, S. (1996), Implications of rejection sensitivity for intimate relationships. Journal Of Personality And Social Psychology, 70(6), 1327-1343. doi: 10.1037//0022-3514.70.6.1327

Giada Sera

Giada Sera

Psicologa Clinica e Psicoterapeuta

Svolge attività di consulenza psicologica e psicoterapia, con una particolare esperienza nella terapia di adolescenti e giovani. Laureata in Psicologia Clinica, dello Sviluppo e Neuropsicologia, presso l’Università degli Studi di Milano Bicocca e specializzata in Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale. È consulente sessuale (titolo A.I.S.P.) e ha ottenuto un Master di II livello in Neuropsicologa presso l'U.C.S.C di Milano.

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