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Come gestire le emozioni? Come stemperarle quando le nostre di genitori si sommano a quelle di bambini e adolescenti e la temperatura cresce? Saperle riconoscere e imparare a guardare oltre e dietro le semplici manifestazioni può aiutarci a contenerle per trovare una soluzione.

Gestire le emozioni può risultare un compito complesso per un genitore. Le emozioni dei bambini sono spesso contrastanti e loro stessi faticano a dare loro un nome se non vengono abituati fin da piccoli a condividere un codice emotivo con il mondo degli adulti. Più facile per loro mettere in atto comportamenti che attirano l’attenzione. Quello che emerge in superficie sono allora capricci, inappetenza, insoddisfazione, un malessere non sempre comprensibile.

Come quella volta che vi siete impegnati per ore a cucinare per lui ogni genere di prelibatezza e il suo dolce preferito. Gli avete organizzato la più bella festa di compleanno in compagnia di tutti i suoi compagni di classe. Alla sera siete esausti, la casa è un disastro e già pensato che la mattina seguente si va al lavoro.

Arriva l’ora della buonanotte e il vostro piccolo è tutto fuorché felice. Vi guarda sbuffando con gli occhi al cielo e dice: “Mamma, oggi mi sono proprio annoiato, uffa”.

Quali sono le vostre emozioni?

Probabilmente vi sentite arrabbiati e avreste voglia di alzare la voce. Ma è questo ciò di cui ha bisogno? E’ importante riconoscere la propria emozione, ma non possiamo negare quella che prova nostro figlio o nostra figlia.

 

Infografica gestire emozioniIl nostro compito allora in questo frangente è aiutarlo a trovare le parole per dirlo, a verbalizzare ciò che sente dentro e lo turba e che noi non riusciamo a vedere.

Accettare che possa provare emozioni in contrasto con le nostre è il primo passo per gestirle.

L’atteggiamento più costruttivo è creare una modalità di cooperazione ed evitare lo scontro.

“Ok, sono arrabbiata, ma non me ne vado o lo mando a letto per chiudere il discorso”.

Nel momento in cui lo sosteniamo rivolgendogli delle domande per far emergere ciò che lo ha ferito, ammettendo il nostro dispiacere senza far pesare il nostro disappunto.

“Mi dispiace tu non ti sia divertito. Ricordi come ti sei divertito a giocare con le macchinine con Filippo?”

Aiutandolo a riflettere possiamo entrare in sintonia con il suo stato d’animo. E, dopo averlo ascoltato e dopo aver accolto la sua insoddisfazione, possiamo spostare la sua attenzione sulle cose più belle e positive che, a causa delle emozioni negative, non riesce a ritrovare nella memoria. Possiamo offrirgli un’alternativa su cui pensare.

Come gestire le emozioni se tuo figlio è un adolescente?

E’ importante evitare di invadere il suo spazio e di insistere se ancora non ne vuole parlare. E’ utile cominciare da se stessi e identificare cosa ci ha fatto innervosire. Siamo arrabbiati per ciò che ci ha detto o per ciò che ha fatto, ma non lo siamo con lui direttamente. Prendere distanza dall’emozione che stiamo provando ci consente di guardare a nostro figlio o a nostra figlia con occhi diversi.

L’aspetto emotivo rimane la chiave per comprendere e lasciare aperto il dialogo, senza giudicare il suo comportamento e ritrovare un approccio cooperativo per entrare in sintonia con il suo dialogo interno. In un secondo momento potremo approfondire, se lui o lei ce lo permetterà.

E intanto potreste chiedere qualche consiglio.

Bibliografia

E. Castelli Gattinara, Dieci lezioni sulle emozioni. Cosa provano gli adolescenti. Come aiutarli a scoprirlo con noi. Copertina flessibile, 2018, Giunti Ed.

 

 

 

Redazione Vivavoce

Redazione Vivavoce

La Redazione Vivavoce è un team di professionisti nel campo della fisioterapia, della psicologia e della neuropsicologia, che mettono scienza ed esperienza alla portata di tutti. Fare il punto sulla voce a 360 gradi, informando, educando e sensibilizzando: questo è il cuore di VivavoceFocus.

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