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Balbuzie: si può guarire? La risposta è sì. Occorre impegnarsi in un percorso di riabilitazione. Solo questo permette di riacquistare il proprio controllo motorio. Ma, la tecnica, da sola, non è sufficiente. Serve un esercizio costante per conservare i risultati ottenuti.

Balbuzie: gli studi recenti

Le cause della balbuzie non siano ancora chiare. Tuttavia, gli studi condotti nell’ambito delle neuroscienze mostrano la presenza di lievi anomalie nella struttura e nel funzionamento del cervello delle persone che balbettano.

Come queste anomalie possano avere un impatto sulla capacità di parlare in modo fluente è ancora oggetto di indagine scientifica. I dati a disposizione consentono di ipotizzare che esista un problema nella corretta esecuzione e coordinazione – da parte degli organi dell’apparato fono-articolatorio – dei movimenti necessari alla produzione linguistica.

La balbuzie si configura, quindi, come un fenomeno cognitivo complesso che necessita di un percorso riabilitativo di natura multi-fattoriale che vada ad agire su diverse componenti.

Perché una riabilitazione?

Si parla di una vera e propria riabilitazione. La persona che balbetta, infatti, deve disapprendere le vecchie abitudini disfunzionali ed essere rieducata a parlare in un modo che riduce o elimina la balbuzie, riacquistando il controllo del proprio corpo.

Nel corso del tempo sono stati proposti innumerevoli trattamenti volti a modificare il modo in cui viene prodotto il linguaggio:

  • allungare i suoni,
  • rallentare l’eloquio o
  • parlare in modo ritmico.

Queste tecniche migliorano la fluenza nel breve termine, ma i loro effetti sono difficili da conservare nel tempo e spesso esse risultano complicate da applicare al di fuori dell’ambiente terapeutico, in contesti quotidiani.

L’efficacia di un metodo

Il Muscarà Rehabilitation Method for Stuttering (MRM-S) si propone di restituire alla persona che balbetta la sua voce naturale. Soprattutto, segue i pazienti per tutto il tempo, anche da remoto, affinché possano conservare e migliorare i risultati ottenuti anche nel lungo termine.

Questo modo di agire affonda le sue radici in una nozione da tempo acquisita nell’ambito delle neuroscienze: il nostro cervello non è statico, ma viene plasmato dalle esperienze.

E’ noto che i musicisti mostrano un aumento della materia grigia nelle regioni uditive del cervello. Ugualmente i taxisti, dovendo imparare a memoria tutte le strade e i percorsi della città, mostrano un aumento delle dimensioni dell’ippocampo (una regione cerebrale legata alla memoria a lungo termine).

Nella persona che balbetta, un allenamento intenso e costante nel tempo, può permetterle di compensare le già citate anomalie strutturali e funzionali del cervello.

Perché si può guarire

Per “guarire” dalla balbuzie non è però sufficiente la tecnica: spesso, infatti, entrano in gioco anche componenti di natura emotiva (come ansia, frustrazione e vergogna) che rendono talvolta difficile l’applicazione della tecnica nella vita “vera”.

Il MRM-S aiuta la persona che balbetta a estendere i propri risultati anche al di fuori dell’ambiente terapeutico e offre, se necessario, un supporto di tipo psicologico, fondamentale per affrontare problemi di natura emotiva che potrebbero ostacolare il percorso terapeutico.

Puoi scoprire di più sul Metodo MRM-S o sulla ricerca in corso, oppure puoi scriverci per maggiori informazioni: info@vivavoceinsitute.com

 

Redazione Vivavoce

Redazione Vivavoce

La Redazione Vivavoce è un team di professionisti nel campo della fisioterapia, della psicologia e della neuropsicologia, che mettono scienza ed esperienza alla portata di tutti. Fare il punto sulla voce a 360 gradi, informando, educando e sensibilizzando: questo è il cuore di VivavoceFocus.

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