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Il momento della lettura con il proprio bambino può contribuire in maniera determinante alla sua crescita.

Irene Chiesa, psicologa dell’età evolutiva, illustra come rendere speciale e formativa questa esperienza: perché, quando e come leggere insieme.

Condividere la lettura di un libro con un bambino: perché

Condividere la lettura di un libro con un bambino può essere un momento davvero piacevole. Leggere insieme le storie e costruirne di nuove è un modo per unire genitore e bambino perché ognuno può portare il proprio contributo.

Dentro l’esperienza di raccontare una storia ci può essere il desiderio di condividere un tempo speciale. Non c’è la preoccupazione di dover svolgere un compito ma solo il piacere di un’esperienza condivisa. Io – adulto – mi metto in relazione con te – bambino – per fare qualcosa di bello insieme. Insito in questa proposta c’è anche una dichiarazione di stima: dare fiducia alla capacità dell’altro di saper ascoltare.

Il raccontare – cioè un soggetto che racconta una storia a un altro soggetto che ascolta – presuppone che ci sia un rapporto tra i due e che nel rapporto ci sia lo spazio perché possa accadere uno scambio. Specialmente nei primi anni di vita, ma vale anche durante la crescita, è importante prendersi cura della qualità della relazione, per esempio dedicando del tempo a questa attività condivisa, perché l’ascolto dell’altro e il rispetto dei suoi desideri, sono la base affettiva in cui si sviluppa tutto l’aspetto cognitivo.

La partecipazione dell’adulto che narra una storia è un contributo fondamentale e assolutamente arricchente dell’esperienza che il bambino fa di quella storia.

Raccontare non è solamente leggere

Raccontare implica immedesimarsi con quello che sta succedendo nella storia, “sentire” quello che il significato della storia suscita in sé e nel bambino. La storia può essere arricchita da elementi e significati che vengono aggiunti da chi la narra.

Inoltre raccontare una storia ha una natura del tutto interpersonale, è uno scambio, perché ci sono due attori che vi partecipano; un adulto che narra e un bambino che ascolta ed entrambi sono fondamentali nel prendere parte a ciò che avviene durante la narrazione. Pensiamo per esempio che quando gli viene letta una storia, il bambino ascolta e allo stesso tempo comunica di sé: si incuriosisce, ride, viene colpito da un’immagine, rimane in ascolto a bocca aperta oppure si distrae, commenta, fa delle domande, vuole riascoltare più volte una parte o l’intera storia.

Diventare familiare alle storie aiuta il bambino a imparare a dare un ordine: la crescita avviene proprio perché a un pensiero ne segue un altro e insieme ne fanno un terzo.

Condividere la lettura di un libro con un bambino: quando

Non c’è un’età in cui è troppo presto iniziare. Anche un bambino molto piccolo infatti può gradire ascoltare la voce dell’adulto, guardare le espressioni del suo volto, manipolare il libro, soprattutto se è adatto alla sua età, ed essere tenuto vicino per un tempo tutto dedicato a lui.

È importante pensare che fin da neonato il bambino riconosce la voce materna proprio per il suo carattere così personale. Può essere d’aiuto parlare al bambino fin dalla gravidanza perché diventi familiare la voce della mamma e il bambino possa essere da essa confortato. Fin dai primi mesi vita, per essere recepito il suono ha bisogno di qualcuno che ascolta, bisogna essere in due.

Le prime conversazioni con un neonato nascono proprio da un’alternanza, c’è un ritmo: un soggetto parla e l’altro ascolta.

È importante per la crescita di un bambino fare l’esperienza di leggere insieme una storia.

Porre il bambino in un contesto di non frastuono, di parole adeguate a lui, dove c’è la possibilità di seguire i suoi tempi di comprensione prendendosi tutto il tempo di girare le pagine insieme, di guardare le figure, è un’esperienza che supporta e aumenta la capacità di regolazione, fondamentale per il suo sviluppo emotivo.

Leggere una storia insieme può essere un’esperienza divertente. Non deve preoccupare se il bambino si distrae per qualche momento o si allontana per poi tornare. Fa parte dell’imparare a concentrarsi. Anche se non c’è molto tempo, solo qualche minuto può fare la differenza. Può essere importante trovare uno spazio all’interno della routine, per esempio la sera prima di andare a dormire.

Condividere la lettura di un libro con un bambino: come

Suggerimenti per leggere insieme:

  • Chiedi al tuo bambino di scegliere quello che gli piacerebbe leggere. Può essere più interessato se viene letto un libro che ha scelto. Potrebbe scegliere più e più volte la stessa storia!
  • Spegni la televisione, la radio e i dispositivi elettronici. È più semplice godersi il momento della lettura se non ci sono altre distrazioni.
  • Quando è possibile, lascia che alcuni libri siano accessibili al bambino, dove li possa prendere da solo.
  • Siediti vicino al tuo bambino. Puoi chiedergli di tenere il libro in mano e girare le pagine.
  • Guardate insieme le figure: ci potrebbe essere qualcosa che incuriosisce il bambino e può essere l’occasione per fare delle domande o magari domandare che cosa potrebbe succedere dopo.
  • Parlate insieme del libro. Le storie illustrate possono essere un ottimo spunto per il bambino per parlare di alcune paure e preoccupazioni, o magari aiutarlo a gestire alcune emozioni. Può essere importante dare lo spazio di parlare e condividere come si sente rispetto ad alcune situazioni della storia.
  • Divertitevi! Non c’è un modo giusto o sbagliato di condividere le storie! Usa la voce per fare i diversi personaggi! Aggiungi dei gesti per enfatizzare quello che succede. Al tuo bambino potrebbe piacere molto! Anche per i bambini più grandi….
  • Quando leggi qualcosa, una rivista, il giornale, una poesia, un romanzo oppure semplicemente una ricetta, chiedi a al tuo bambino di unirsi alla lettura.
  • Regala libri!
  • Coinvolgi il bambino nella scelta dei libri nelle biblioteche o nelle librerie.
  • Leggi libri insieme, anche se il bambino è più grande può sempre essere un momento piacevole insieme con libri più adatti alla sua età.

Foto di Andrea Piacquadio da Pexels

Irene Chiesa

Irene Chiesa

Psicologa dell'Età Evolutiva

Formata secondo il modello Tavistock dell’ Infant Observation, lavora nell’ambito della formazione e consulenza per servizi educativi e in servizi a supporto dei legami familiari, in particolare nell'ambito dell'adozione e della prima infanzia. A Londra ha lavorato in un centro educativo e ha collaborato come Assistant Therapist in un progetto della Tavistock Clinic nelle scuole primarie. Attualmente si occupa anche di interventi a sostegno di bambini con difficoltà emotive, cognitive e comportamentali.

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