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Come stimolare il linguaggio dei bambini stando a casa? Questo tempo di reclusione forzata può trasformarsi in occasione per arricchire il vocabolario e favorire lo sviluppo del linguaggio. Per i più piccoli, gioco e attività quotidiane come la cucina, sono aiuti preziosi per l’ampliamento del vocabolario. Per i bambini dai 5 anni in poi, invece, è il momento giusto per attività che aiutano a sviluppare capacità propedeutiche all’ingresso in scuola primaria.

Come imparare nuovi vocaboli? 

Il modo più efficace per stimolare il linguaggio dei bambini è giocare.

Qualsiasi gioco o attività proponete è importante dare enfasi a linguaggio utilizzando toni di voce diversi e una mimica molto variabile.

Utilizzate frasi semplici fino ai quattro anni e mezzo e più complesse dai 5 anni in su.

Mentre giocate, fate domande, in modo tale da suscitare l’interesse e verificare la padronanza del vocabolario. Evitatete di correggere il linguaggio del bambino: quando fa qualche errore, ripetete piuttosto la parola o la frase se è mal costruita.

Giocando con il vostro bambino, migliorerete anche l’attenzione, l’ascolto, la capacità di aspettare il proprio turno, il rispetto delle regole.

Per ridestare la curiosità del bambino, può essere utile nascondere un gioco e ritirarlo fuori dopo qualche giorno, in modo da utilizzarlo come novità.

Inoltre, in questo periodo di reclusione forzata è importante dare un senso al tempo che passa.

Potete farlo attaccando sul calendario un piccolo disegno di quanto è stato fatto nella giornata scegliendo le attività che sono piaciute di più al vostro bambino. Al termine di questo periodo di reclusione avrete un bellissimo diario illustrato.

 

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Come stimolare il linguaggio attraverso il gioco

Tutti i giochi che abbiamo in casa sono un aiuto valido per sviluppare il linguaggio.

Macchinine e mezzi di trasporto si prestano per essere denominati, per imparare la varietà d’utilizzo e i luoghi in cui vengono parcheggiati (autorimessa, garage, porto, aeroporto, etc..).

Potete descriverne le parti, confrontarle (più gande, più piccolo, ha 4 ruote , ne ha solo 2, etc…) e raccontare chi li utilizza (“Il pompiere utilizza l’autopompa”).

Proponete e commentate tutti i tipi di azioni: fare gare, metterle in garage, farle salire, scendere, spostarle.

Le bambole, invece, permettono di denominare le parti del corpo e i vestiti, ma anche di imparare la sequenza di azioni. Vestire la bambola permette di dare un ordine e denominare un prima e un dopo (“Prima mettiamo la maglietta e dopo la felpa”).

Con la casa delle bambole è molto facile denominare tutte le azioni che si compiono nella vita quotidiana in casa. Potete inoltre dare qualche ordine per stimolare l’attenzione e la memorizzazione verbale.

I giocattoli non permettono solo la denominazione degli oggetti, ma anche l’apprendimento delle parole riferite alle posizioni nello spazio (sul, nel, sopra, dietro, ecc. ), ai concetti temporali, alle azioni.

Come imparare numeri e quantità: costruzioni e travasi

Dai 5 anni in poi, le costruzioni si prestano per la verbalizzazione delle quantità e dei numeri.

Domande come “Quanti mattoncini rossici servono? Sono di più o di meno? Quanti ne mancano per finire? Ho messo una tegola per ogni mattoncino?” stimolano il confronto di quantità, la corrispondenza biunivoca e mostrano come stesse quantità possono occupare spazi diversi.

Con l’acqua e i recipienti, potete proporre questo gioco anche a bambini più piccoli portandoli al ragionamento voi stessi. Versate la stessa quantità in recipienti diversi e fate notare che le quantità si distribuiscono a seconda del recipiente, dando l’impressione di essere cambiate.

In questo modo, lavorate anche sull’organizzazione spaziale e sulle funzioni esecutive, cioè la capacità di programmare ed eseguire due azioni in successione.

Imparare le regole con i giochi di società

I giochi di società, utilizzabili dai 3 anni, favoriscono la comprensione delle regole.

Il bambino può ripetere le regole, allenandosi così a formulare due o tre frasi in successione (“Adesso tocca a te, dimmi cosa devi fare?”).

Distribuendo le carte da gioco si avvia il concetto di corrispondenza biunivoca: dare le carte ad ogni giocatore in modo tal che il numero sia uguale. Se distribuite voi, fate finta di sbagliare: “Io ne ho una di meno”, “Me ne mancano due: vedi che tu ne hai di più”, “Lui ne ha tre in più”.

I giochi di società si prestano per verbalizzare e imparare tantissime tipologie di azione: mescolare, dividere, distribuire, raccogliere, mettere da parte, eliminare, contare, vincere, perdere, ritirarsi dal gioco.

Come arricchire il vocabolario con libri, cartoni animati e video

I libri sono lo strumento per eccellenza per perfezionare il vocabolario.

Scegliete dei libri di favole adeguate all’età del bambino e assicuratevi che conosca il vocabolario inerente alla storia. I libri devono avere molte figure in modo tale che il bambino possa memorizzare la storia con l’aiuto delle immagini e poterla poi raccontare ad un altro familiare.

Per spiegare parole nuove, laddove è possibile, è molto utile cercare foto, immagini o video, oppure disegnarle.

Si consiglia di utilizzare brevi cartoni animati o video da guardare insieme, per poi raccontare e far raccontare di nuovo quanto è successo.

Il genitore può fare il racconto utilizzando enfasi e mimica in modo tale da facilitare l’impatto emotivo e la memorizzazione.

Con i bambin più grandi, può essere divertente rimettere in ordine la libreria, suddividendo i libri secondo spessore, altezza, argomento.

Imparare parole nuove in cucina

La cucina è manualità, travasi, ma anche sequenze di azioni e nuove parole.

Cucinate insieme al vostro bambino, facendogli fare quanto possibile, e nello stesso tempo verbalizzate quanto dovrete fare, anticipando l’azione successiva.

Fare domande tipo “Cosa prepariamo?”, “Cosa ci serve?”, “Dove lo mettiamo? Dopo?”. Allo stesso modo verbalizzate le azioni: “Quanto deve cuocere?, “È tanto o poco tempo?”.

Potete anche sfruttare le posate e le pentole, riponendole negli appositi spazi secondo tipo e grandezza. Nel frattempo, verbalizzate più volte il concetto di moto da luogo “Prendo i cucchiai dalla lavastoviglie e li metto nel cassetto in alto, in basso, sopra, dentro, etc”.

Allenamento metafonologico: un aiuto per i più grandi

Per bambini dai 5 anni in su, è propedeutico all’apprendimento di lettura e scrittura.

La metafonologia è la capacità di un bambino di comprendere i fonemi (suoni) che costituiscono una parola, e la loro sequenza corretta per pronunciarla (patata è costituita da   pa-ta-ta ).

L’allenamento metafonologico allena proprio questa consapevolezza, in modo tale che il bambino all’ingresso alla scuola primaria sappia poi “tradurre” i fonemi in lettere e grafemi, cioè imparare a scrivere.

Per allenare questa consapevolezza, potete quindi giocare ad indovinare l’inizio della parola, la fine, la parte centrale.

Potete far suddividere la parola in sillabe (pallone diventa pal-lo-ne)  o farla fondere detta da voi   “Se dico  ta-vo- lo cosa ho detto? Tavolo”)

Potete anche giocare con le rime.

 

L’équipe multidisciplinare di Neuropsichiatri Infantili, Psicoterapeuti e Logopedisti del Centro Medico Vivavoce prende in cura i problemi della voce, i Disturbi del Linguaggio e dell’Apprendimento e i disturbi di natura psicologica.

Per maggiori informazioni scrivi a info@vivavoceinstitute.com.

 

Foto: jcomp 

Marina Vai

Marina Vai

Logopedista

Logopedista, lavora da 40 anni nella diagnosi e riabilitazione dei disturbi del Linguaggio, dell'Apprendimento, della Deglutizione e del Bambino Ipoacusico.

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