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Se mio figlio balbetta è dovuto a un trauma? Cosa dice la scienza in proposito? L’articolo spiega, superando i luoghi comuni e i sensi di colpa dei genitori, quali possono essere le manifestazioni della balbuzie.

La balbuzie, secondo il pensiero comune, è ancora oggi associata ad esperienze traumatiche vissute in ambito familiare, anche se l’ipotesi è da tempo confutata in ambito scientifico.

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L’evento traumatico è causa di balbuzie?

Infatti, quando emerge durante l’infanzia, i genitori tendono ad andare alla ricerca di un evento traumatico (il cosiddetto “trauma infantile”), nella storia familiare, che possa esserne la causa, ad esempio: separazione dei genitori, aspettative troppo elevate o anche un rimprovero troppo severo.

Questo pensiero è così radicato che i genitori possono arrivare a convincersi che siano i loro comportamenti la causa della balbuzie.

È necessario quindi fare chiarezza su questo punto:

  • i dati scientifici non supportano in alcun modo questo stereotipo, anzi mostrano che non c’è alcuna correlazione tra i cosiddetti “traumi infantili” e l’insorgenza della balbuzie;
  • la balbuzie da trauma esiste, ma fortunatamente è molto più rara della balbuzie che emerge in età evolutiva. I “traumi infantili”, cui si attribuisce spesso la causa della balbuzie, difficilmente sarebbero considerati tali in ambito clinico. Il DSM-V, il più usato e diffuso sistema di classificazione dei disturbi mentali, definisce un trauma come “un’esperienza che implica morte, o minaccia di morte, o gravi lesioni, o minaccia all’integrità fisica propria e/o altrui”.

Appare chiaro che nessuno degli episodi citati all’inizio (divorzio, rimproveri, …) risponde a questi criteri. Eventi traumatici – secondo la definizione appena riportata – sono invece aggressioni fisiche, maltrattamenti o abusi, rapimenti o situazioni di particolare stress emotivo, come disastri naturali o incidenti.

Un evento di questo tipo può avere gravi conseguenze sul piano emotivo e cognitivo (ad esempio, il disturbo da stress post-traumatico).

Le manifestazioni della balbuzie

Nel caso in cui la balbuzie emerga dopo un evento traumatico, si parla di balbuzie psicogena o da trauma, che è a sua volta un sottotipo di quella che si definisce balbuzie acquisita.

La balbuzie acquisita non ha un’origine evolutiva e si sviluppa in un individuo che non ha sempre balbettato. È legata a un momento specifico, prima del quale non c’era alcun problema di fluenza.

Essa comprende:

  • balbuzie psicogena, una forma di balbuzie legata a un problema psicologico o a un evento traumatico;
  • balbuzie neurogena, la più comune forma di balbuzie acquisita; si sviluppa in seguito a una lesione cerebrale, ad esempio un ictus;
  • balbuzie indotta da sostanze, una forma di balbuzie associata all’uso di droghe o medicinali.

È bene chiarire che questi tipi di balbuzie rappresentano comunque una minoranza.

Il disturbo in età evolutiva

Nella maggior parte dei casi essa emerge spontaneamente durante l’infanzia (tra i 2 e i 4 anni di età), in un periodo fondamentale per lo sviluppo delle funzioni cognitive superiori, tra cui il linguaggio. È durante questi anni che le lievi anomalie cerebrali, riscontrate nelle persone che balbettano, entrano in gioco, causando la manifestazione del disturbo.

Photo by Maria Krisanova on Unsplash

Redazione Vivavoce

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La Redazione Vivavoce è un team di professionisti nel campo della fisioterapia, della psicologia e della neuropsicologia, che mettono scienza ed esperienza alla portata di tutti. Fare il punto sulla voce a 360 gradi, informando, educando e sensibilizzando: questo è il cuore di VivavoceFocus.

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