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Si chiama stigmatizzazione l’attribuzione sociale di una connotazione negativa a particolari caratteristiche personali o disturbi propri di alcuni individui. Questa attribuzione, che può avvenire spesso sulla base di giudizi stereotipati, può portare ad atteggiamenti di discrimine nei confronti di coloro che possiedono tali caratteristiche. La ricerca ha confermato il verificarsi di tale fenomeno anche nei confronti delle persone che balbettano, in diverse culture e a tutte le età. Questo fatto assume maggiore rilevanza se si considera che l’interiorizzazione dello stigma condiziona la percezione di chi balbetta, con conseguenti ricadute in termini di benessere psicologico. La discriminazione, infatti, intacca il senso di autostima e di autoefficacia, e mina in senso di soddisfazione per la propria vita. Ancora, le persone che balbettano arrivano spesso a imporsi delle restrizioni sociali e lavorative, e persino l’efficacia dei trattamenti rieducativi può risentirne.

Ma ovunque è così? Come cambiano gli atteggiamenti verso la balbuzie nei diversi Paesi del mondo? E dove si manifestano quelli più negativi?

Balbuzie e stereotipi dal mondo

A partire dagli anni Settanta, molteplici studi hanno esplorato gli atteggiamenti sociali nei confronti della balbuzie e delle persone che ne fanno esperienza in prima persona. Gli atteggiamenti del cosiddetto Mondo Occidentale, in particolare del Nord America, dell’Europa occidentale e dell’Australia, sono sempre risultati più positivi di quelle presenti in altre parti del mondo, tra cui il Medio Oriente, il Sud America, l’Asia e l’Africa. Tuttavia, la diffusione di atteggiamenti discriminatori e la poca conoscenza del fenomeno della balbuzie dei cittadini Occidentali sono ampiamente documentate.

Una recente indagine scientifica internazionale, condotta nel 2016 e che ha coinvolto 1100 persone, ha esaminato le possibili differenze esistenti negli atteggiamenti sociali verso la balbuzie tra i Paesi europei. La positività o meno dell’atteggiamento nei confronti della balbuzie viene valutata attraverso due macro-dimensioni:

  • la conoscenza del fenomeno balbuzie e le credenze che le persone possiedono nei confronti di coloro che balbettano – cioè quale sia la causa della loro disfluenza, qual i loro tratti di personalità caratteristici, cosa possano fare nella vita e chi dovrebbe aiutarli;
  • i comportamenti messi in atto nei confronti delle persone che balbettano, le reazioni e le esperienze che si hanno con loro, tra cui, ad esempio, aiuto o premura nei loro confronti, sentimenti di compassione, preoccupazione o impazienza, conoscenza o esperienza diretta.

Il confronto è stato effettuato tra cinque aree geografiche dell’Europa, attraverso i dati provenienti da 5 Paesi di riferimento: l’area balcanica (Bosnia Erzegovina), l’area mediterranea (Italia), l’area scandinava (Norvegia), l’area centrale (Germania) e l’area insulare anglofona (Inghilterra e Irlanda). Dall’analisi sono emerse differenze significative, che suggeriscono l’ipotesi che i confini geografici e contesto culturale e sociale giochino un ruolo cruciale nel determinare o influenzare gli atteggiamenti nei confronti della balbuzie nei singoli Paesi.

In particolare, la Bosnia-Erzegovina e l’Inghilterra/Irlanda si collocano parimenti al secondo posto e la Germania al terzo. Gli atteggiamenti della popolazione scandinava, invece, non solo risultano essere i più positivi, ma appaiono anche nettamente superiori rispetto alla media mondiale. Al contrario, l’Italia si colloca come fanalino di coda, sia nel confronto dei Paesi europei, sia rispetto alla media mondiale: gli atteggiamenti degli italiani nei confronti delle persone che balbettano si rivelano essere i più negativi.

La balbuzie in Italia tra diffidenza e stereotipi

Rispetto agli abitanti degli altri Paesi europei, gli italiani risultano essere i più preoccupati riguardo alla balbuzie, sia che interessi se stessi, sia che colpisca le persone care. Ancora, sono i meno convinti che le persone che balbettano possano condurre una vita normale e svolgere qualsiasi professione; questo dato confermerebbe la diffusione, anche in Italia, di stereotipi e pregiudizi sulla balbuzie nell’ambiente di lavoro, già documentata da altri studi.

In merito alla conoscenza del fenomeno balbuzie, ed in particolare alle sue cause, noi italiani siamo i più restii ad abbandonare l’idea che la balbuzie sia causata da un evento spaventoso, o da un trauma o dallo stress. Come conseguenza, nell’interazione con una persona che balbetta, siamo quelli che più frequentemente tendono a consigliarle di “rallentare”, “rilassarsi” o “stare calmi”. Tali risultati, poco incoraggianti per il nostro Paese, sembrano suggerire come i preconcetti e i luoghi comuni sulla balbuzie siano ancora troppo radicati e diffusi in Italia, nonostante essi siano stati smentiti dalla ricerca scientifica.

Sulle motivazioni all’origine di questi atteggiamenti nei confronti della balbuzie, la scienza non si è ancora espressa. Le diversità di giudizio e atteggiamento, nonché la diffusione di stereotipi, sono probabilmente dovute ad una complessa interazione di fattori legati all’identità nazionale, alla cultura da cui si proviene e al contesto sociale in cui si è immersi, che sono ancora tutti da indagare.

 

Foto: Flickr, Elisa Greco

Redazione Vivavoce

Redazione Vivavoce

La Redazione Vivavoce è un team di professionisti nel campo della fisioterapia, della psicologia e della neuropsicologia, che mettono scienza ed esperienza alla portata di tutti. Fare il punto sulla voce a 360 gradi, informando, educando e sensibilizzando: questo è il cuore di VivavoceFocus.

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