IL METODO

MRM-S (Muscarà Rehabilitation Method for Stuttering)

Il Metodo

Il Metodo per il trattamento della balbuzie elaborato da Vivavoce Institute, Metodo MRM-S (Muscarà Rehabilitation Method for Stuttering), non agisce direttamente sulla voce (e quindi sulla modifica dei suoni come escamotage ai blocchi alla base della balbuzie), bensì ha l’obiettivo di riprendere il controllo motorio di tutte le parti legate alla fonazione (lingua, labbra, diaframma, etc.), lavorando sulle aree principalmente coinvolte nel problema.
Questo metodo si fonda sul principio del motor learning, ovvero sul cambiamento permanente di un comportamento attraverso la pratica e l’esperienza. L’idea di fondo è che la performance ripetuta di sequenze di movimento pertinenti conduce a una maggiore precisione nella preparazione dei comandi motori per la produzione corretta delle parole.

Per fare questo agisce su tutti i livelli del sistema motorio del linguaggio:

  1. Respirazione
  2. Fonazione
  3. Articolazione
  4. Comportamento

 

Il metodo Metodo MRM-S agisce a un primo livello sulla respirazione come movimento in sé, non esclusivamente in funzione del movimento fonatorio o articolatorio.
L’obiettivo primario di questa fase è l’apprendimento di pattern di attivazione muscolare che permettono all’aria di fuoriuscire correttamente, attraverso il corretto posizionamento del diaframma.

In una prima fase il lavoro  di un operatore Vivavoce Institute si concentra sul raggiungimento, da parte della persona che balbetta, di una maggior elasticità del sistema corpo-voce, e alla ricerca di un nuovo equilibrio fonatorio attraverso l’eliminazione della rigidità muscolare.

Con il supporto di un fisioterapista, si lavora poi allo sviluppo uno schema corporeo più efficiente che, grazie a una maggiore stabilità, permette di “arginare” tutti i movimenti involontari tipici della balbuzie e di ottenere un maggior controllo della propria motricità, con l’obiettivo di rendere duraturi i risultati di fluenza ottenuti.

Fonazione

In questa fase l’obiettivo primario è giungere a una maggior presa di coscienza del movimento fonatorio, quello più propriamente legato alla produzione dei suoni relativi al linguaggio.
Vi è concordanza scientifica sul fatto che chi balbetta non riesca a coordinare in maniera efficace i piani motori durante l’atto fonatorio. La persona che balbetta non perde il controllo esclusivamente dei muscoli fonatori ma, con intensità e manifestazioni diverse, anche di numerosi altri muscoli del proprio corpo (movimenti irregolari e incontrollati del collo, ma anche della bocca o degli occhi).
L’allievo è guidato nell’esecuzione di schemi motori semplici con sintassi motoria elementare, ripetuti attraverso l’uso di apparecchiature all’avanguardia coadiuvanti (RIABLO®).
Migliorando la coordinazione di alcuni movimenti (come ad esempio quelli degli organi prensili degli arti superiori) è possibile migliorare il controllo anche dei muscoli preposti alla fonazione e, perciò, dell’eloquio stesso.

Articolazione

Il Metodo Vivavoce mira a rafforzare il collegamento tra uno schema articolatorio e un movimento fonatorio sia attraverso feedback sensoriali propriocettivi (es. lo specchio) sia attraverso l’apprendimento di schemi motori “ponte” di tipo non-linguistico (ad esempio, quelli degli organi prensili degli arti superiori), in modo da costituire prima una guida tesa all’associazione di movimenti sull’asse fonatorio-articolatorio per poi astrarre uno schema fono-articolatorio accurato e dissociarlo dal movimento non-linguistico.
Migliorando il controllo, la coordinazione e accuratezza motoria del nostro corpo durante l’atto fonatorio è possibile migliorare il controllo anche dei muscoli preposti alla fonazione e, perciò, dell’eloquio stesso.

Comportamento

Nella persona che balbetta le situazioni in cui è necessario parlare sono associate a una forte tensione fisica ed emotiva. Per questo, molto spesso, sono fonte di stress e paura.
Su tali comportamenti si agisce con l’approccio cognitivo-comportamentale, studiato per esaminare, aiutare e ristabilire i processi psico-cognitivi e gli atteggiamenti disfunzionali e disadattivi che stanno alla base dei comportamenti stessi.

Il lavoro è pianificato, caso per caso, con il supporto d’uno psicologo Vivavoce Institute e ha come obiettivi:

  • la coordinazione d’emozioni e comportamenti intimamente connessi al modo in cui ciascuno percepisce la propria balbuzie;
  • il miglioramento degli atteggiamenti in situazioni che comprendono l’atto fonatorio e delle individuali capacità di far fronte alle problematiche;
  • l’incremento della percezione positiva d’ambizioni e aspirazioni personali.

Per conseguire il raggiungimento di tali obiettivi, il percorso per la riabilitazione della balbuzie inizia con il rilevamento di situazioni di particolare stress, fisico ed emotivo, associato all’atto fonatorio, indicate direttamente dall’alunno e procede con la verifica dell’efficacia, in tali situazioni, del nuovo schema motorio appreso.

Riferimenti scientifici

  • Foundas, A. L., Bollich, A. M., Feldman, J., Corey, D. M., Hurley, M., Lemen, L. C., & Heilman, K. M. (2004).  Aberrant auditory processing and atypical planum temporale in developmental stuttering. Neurology, 63(9), 1640-1646.
    Leggi l’articolo
  • Bosshardt, H. G. (2006). Cognitive processing load as a determinant of stuttering: Summary of a research programme. Clinical Linguistics & Phonetics, 20(5), 371-385.
    Leggi l’articolo
  • Guenther, F. H. (2006). Cortical interactions underlying the production of speech sounds. Journal of communication disorders, 39(5), 350-365.
    Leggi l’articolo
  • Levelt. W. J. (1989). Speaking: From intention to articulation. Cambridge, MA: MIT Press.
    Leggi l’articolo
  • Levelt, W. J. (1991). Lexical access in speech production: stages versus cascading. In Proceedings of the 2nd International Conference on Speech Motor Control and Stuttering (pp. 3-10). Excerpta Medica.
    Leggi l’articolo
  • Levelt, W. J., Roelofs, A., & Meyer, A. S. (1999). A theory of lexical access in speech production. Behavioral and brain sciences, 22(01), 1-38.
    Leggi l’articolo
  • Max, L., Guenther, F. H., Gracco, V. L., Ghosh, S. S., & Wallace, M. E. (2004). Unstable or insufficiently activated internal models and feedback-biased motor control as sources of dysfluency: A theoretical model of stuttering. Contemporary issues in communication science and disorders, 31(Spring), 105-122.
    Leggi l’articolo
Contattaci per ricevere maggiori informazioni
Compila il form sottostante, verrai ricontattato al più presto

*Campi obbligatori

 Accetto la privacy