Il linguaggio è una funzione cognitiva innata dell’essere umano. Esso permette all’essere umano di sviluppare un sistema di comunicazione, cioè di utilizzare un codice (ad esempio la lingua) per esprimere, comprendere e rappresentare il pensiero.

Le funzioni cognitive sono quelle capacità caratteristiche della mente umana con cui l’individuo rielabora le informazioni sensoriali provenienti dall’esterno, per formulare pensieri complessi con cui agire sul mondo per raggiungere scopi.

Anche attenzione, memoria, apprendimento, ragionamento, problem solving, processo decisionale sono tutte funzioni cognitive.

Usi e ambiguità del termine 

Il termine linguaggio oggi è utilizzato in un crescente numero di contesti. Spesso, però, il suo significato è esteso per analogia, ma molto lontani da quello tecnico-scientifico.

In alcune occasioni è usato per indicare la presenza di un codice, ossia un insieme di segni dotati di significato governato da regole. Da qui nascono espressioni come linguaggio dei fiori o dei gesti.

Talvolta esso viene usato in senso più ampio per indicare un sistema di comunicazione, anche nel mondo animale (ad esempio il linguaggio delle api).

In altri contesti ancora è usato con il significato di articolazione, cioè la capacità di produrre i suoni oralmente.

A causa della presenza di queste numerose definizioni, il termine ha finito per portare con sé una certa ambiguità.

Lingua e linguaggio: qual è la differenza?

Il concetto di linguaggio viene poi spesso confuso con quello di lingua.

Tuttavia, la lingua è una delle possibili realizzazioni concrete con cui si manifesta la facoltà del linguaggio all’interno di una comunità.  Si parla infatti di linguaggio al singolare, mentre si può parlare di lingua anche al plurale.

Le lingue del mondo, molte e diverse, sono più precisamente definite lingue storico-naturali. Storiche perché si sono evolute nel corso della storia della civiltà umana, riflettendo mentalità e culture diverse. Naturali in contrapposizione ai linguaggi artificiali.

Quali sono le caratteristiche del linguaggio umano?

Le ricerche e i dibattiti teorici tra linguisti, già a partire dal ‘900, hanno identificato le due caratteristiche che rendono il linguaggio umano diverso da qualsiasi altro sistema di comunicazione.

  1. Produttività. E’ la possibilità di produrre un numero potenzialmente infinito di messaggi, partendo da un numero limitato di unità di base (fonemi e parole) e di regole di combinazione.
  2. Arbitrarietà. Il significato delle parole non può essere ricavato dalla loro forma, ma deve essere appreso e trasmesso culturalmente. Non esiste infatti alcun motivo esterno alla lingua (oggettivo, naturale, logico o psicologico) che colleghi una parola al suo significato. La conseguenza più evidente è che uno stesso concetto è reso con parole diverse in lingue diverse.

Il linguaggio, nel suo significato originario di funzione cognitiva innata nell’uomo è dunque complesso. E soprattutto unico, perché possiede caratteristiche specifiche che lo differenziano da altri sistemi di comunicazione non umani, animali o artificiali.

Fonti

Camaioni L., Psicologia dello sviluppo del linguaggio, Bologna, Il Mulino (2001).

Lena L., Pinton A., Trombetti B., Valutare linguaggio e comunicazione, Manuale per logopedisti e psicologi. Roma, Carocci (2004).

Schindler A., Ginocchio D., Cap.14 Elementi di Fonetica e Linguistica, Da Ambrosetti U., Di Berardino F., Del Bo L., Audiologia protesica. Torino, Minerva Medica (2014).

Redazione Vivavoce

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