Con Disturbo del Linguaggio Espressivo si intende:

Disturbo evolutivo specifico in cui la capacità del bambino di esprimersi tramite il linguaggio è marcatamente al di sotto del livello appropriato alla sua età mentale, ma in cui la comprensione del linguaggio è nei limiti di normalità. Vi possono essere o meno anomalie nell’articolazione.

Disturbo del linguaggio espressivo è una delle forme di Disturbo Specifico del Linguaggio. Esse sono classificate all’interno dell’ICD (Classificazione Statistica Internazionale delle Malattie).

In generale si definisce Disturbo Specifico di Linguaggio un deficit significativo nelle abilità linguistiche rispetto alla norma dei pari età, in assenza di cause riconoscibili.

A seconda della forma di disturbo specifico di linguaggio, le difficoltà possono riguardare  la comprensione o la produzione del linguaggio.

Diagnosi del Disturbo del Linguaggio Espressivo

La diagnosi di Disturbo del Linguaggio Espressivo può essere fatta solo da un medico specialista, in seguito ad una valutazione logopedica e psicologica approfondita.

Tale valutazione, effettuata tramite specifici test standardizzati, è volta ad indentificare i seguenti criteri diagnostici.

  1. Capacità di esprimersi tramite il linguaggio significativamente al di sotto del livello appropriato all’età del bambino.
  2. Capacità di comprensione del linguaggio compresa entro il limite di normalità per l’età del bambino.
  3. Assenza di deficit sensoriale (uditivo), ritardo cognitivo, patologie neurologiche (epilessia, paralisi cerebrale infantile), anomalie morfologiche del distretto orale (labiopalatoschisi), disordini dell’interazione sociale comunicativa (autismo e disturbo pervasivo dello sviluppo) e deprivazione (mancata o inadeguata esposizione al linguaggio e/o carenze affettive e maltrattamento).

Come può presentarsi il Disturbo del Linguaggio Espressivo? I campanelli di allarme

Lo sviluppo del linguaggio presenta una grande variabilità tra bambino e bambino.

Un ritardo nel raggiungimento delle tappe linguistiche non significa necessariamente la presenza di un disturbo del linguaggio espressivo.

È importante tuttavia prestare attenzione alle difficoltà nell’acquisizione del linguaggio, in modo da rivolgersi per tempo ad uno specialista.

Intervenire precocemente permette infatti di evitare il consolidarsi delle difficoltà linguistiche e di eventuali ricadute sugli apprendimenti scolastici o sul piano emotivo.

I sintomi del Disturbo di Linguaggio Espressivo possono riguardare il versante espressivo di una o più aree del linguaggio.

  • Area Fonologica: incapacità di utilizzare adeguatamente i suoni della lingua (preferenza per un suono in particolare, sostituzione di suoni con altri, omissione di suoni o di parti di parole, linguaggio incomprensibile a causa dell’uso scorretto dei suoni);
  • Lessicale: vocabolario ridotto, difficoltà nel recupero di parole;
  • Morfo-sintattica: errori nella coniugazione di verbi, nella concordanza grammaticale tra articolo, nome e aggettivo, omissione di elementi della frase nucleare (soggetto, verbo, oggetto), difficoltà nella produzione di frasi di lunghezza e complessità adeguate per l’età.

Oltre a quella proposta dall’ICD, esistono altre possibili classificazioni dei DSL.

Ciascuna di queste rappresenta però un’eccessiva semplificazione. Infatti, nella pratica clinica il disturbo può presentarsi con caratteristiche molto diverse da bambino a bambino.

Le etichette diagnostiche hanno tuttavia il vantaggio di guidare la presa in carico del piccolo paziente, seppur con le differenze specifiche di ogni caso.

Fonti

Marotta L., Caselli M.C. I disturbi del linguaggi. Erickson, 2014.

World Health Organization, International statistical classification of disease and health related problems, ICD-10, Ginevra 2007.

Redazione Vivavoce

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