Che cosa si intende per illusione? In psicologia, viene definita come

ogni percezione della realtà falsata dall’intervento di elementi rappresentativi, associati allo stimolo sensoriale così strettamente, da essere considerati di natura oggettiva e riferiti all’oggetto che il soggetto crede di percepire.

Viene quindi distinta dalla allucinazione, che è invece la percezione di una realtà totalmente inesistente.

Le più frequenti illusioni con cui ci siamo confrontati probabilmente sono quelle ottiche. Chi non ha mai visto quella dei serpenti rotanti del professor Kitaoka in cui le figure sembrano muoversi in cerchio? Oppure la griglia di illusione di Hermann in cui sembra di vedere delle macchie grigie nella zona di intersezione tra le linee bianche e nere, che poi spariscono osservando un solo incrocio?

Illusione motoria: cos’è?

Allo stesso modo esistono illusioni in ambito motorio, situazioni in cui i soggetti percepiscono un movimento senza in realtà farlo.

Consentono di studiare quelle situazioni in cui è possible dissociare la consapevolezza di un proprio movimento dall’attuale performance del movimento.

I principali aspetti su cui si sono approfonditi studi e ricerche sono due: l’illusione del movimento indotto dalla vibrazione e la stimolazione delle aree cerebrali che inducono una sensazione illusoria del movimento.

Con questi studi si dimostrò come la consapevolezza del movimento combaci con le informazioni dei fusi neuromuscolari.

Negli anni ’70 si descrisse l’illusione attraverso la vibrazione. A causa di vibrazioni indotte ai tendini del bicipite e tricipite il soggetto con occhi chiusi non era in grado di identificare la posizione del suo braccio.

Successivamente, il Professore Jean Pierre Roll misurò i feedback propriocettivi di una serie di muscoli mentre venivano effettuati dei movimenti. Trasformò questi feedback in frequenze vibratorie che venivano applicate a persone. Lo scopo era di capire se fossero in grado di identificare a quale movimento appartenesse quella serie di frequenze indotte a livello neuromuscolare. Lo studio mostrò come i soggetti fossero in grado di riconoscere il movimento ottenuto dalla registrazione dei feedback propriocettivi.

L’Illusione di Pinocchio

L’illusione di Pinocchio spiega come l’illusione motoria si con lo schema e l’immagine corporea.

Immaginiamo di  afferrarci il naso con pollice e indice e di mantenere la presa. Nel mentre una persona esterna induce una vibrazione al tendine del bicipite. Il nostro sistema nervoso dovrà gestire un mismatch di informazioni. Il tendine verrà percepito come molto più stretchato di quello che in realtà è, a causa dell’induzione della vibrazione. Contemporaneamente, potrebbe sembrare che il naso ci stia crescendo.

Il nostro cervello trova questa illusione come soluzione ad informazioni contrastanti. Ciò che può essere indotto perifericamente può essere molto diverso da ciò che il cervello rielabora!

L’Illusione della mano di gomma

Un altro esempio di alterazione della consapevolezza corporea viene dato dal paradigma di Botvinick & Cohen attraverso quella che viene chiamata l’illusione della mano di gomma.

L’esperimento consisteva nel sedere un soggetto con un braccio posto sopra un tavolo.

Si collegava uno schermo accanto all’arto al fine di nasconderlo allo sguardo del soggetto. Veniva poi posta sopra il tavolo una mano di gomma di dimensioni simili alla mano del soggetto. Gli si chiedeva quindi di mantenere lo sguardo sulla mano artificiale mentre due piccole spazzole accarezzano contemporaneamente sia la mano di gomma che quella reale. I tocchi di spazzola, eseguiti in modo sincrono, erano somministrati con una frequenza d’intervallo di un secondo.

Il risultato straordinario è che, dopo poco, il soggetto iniziava a sentire la mano di gomma come propria.

Addirittura se, in un secondo momento, i ricercatori tentavano di colpire la mano finta con un coltello o con un ago inducevano i soggetti ad attuare delle risposte di evitamento.

Attraverso tecniche di neuroimaging si è osservato che nel momento in cui i soggetti iniziano a sentire propria la mano finta, le aree del cervello deputate alla coordinazione motoria (corteccia intraparietale e premotoria) si attivano. Quando viene minacciata si attivano invece le aree preposte all’elaborazione del dolore (insula e corteccia cingolata).

Questa illusione produce un cambiamento della sensazione di proprietà del proprio arto. L’oggetto inanimato che si stava osservando in un primo momento, diventa in un secondo momento vivo.

Illusione motoria: cosa dice del nostro corpo?

Da questi esempi si evince come l’esperienza del nostro corpo sembra derivare da diversi canali multisensoriali, integrati in un’unica rappresentazione del corpo costantemente aggiornata dalle informazioni che ognuno riceve da differenti modalità sensoriali.

Quando la consapevolezza del nostro corpo è formata, la vista prevale sulla propriocezione e sulla sensibilità corporea.

Un’informazione addizionale ci viene data dal movimento proveniente da meccanismi efferenti, che danno origine ad un’integrazione unica di informazioni che portano alla sensazione del movimento stesso.

Fonti

Botvinick, M., and Cohen, J. (1998) Rubber hands “feel” touch that eyes see, Nature 391 (6669) pp. 756–756.

Goodwin, G.M., McCloskey, D.I. and Matthews, P.B.C. (1972) Proprioceptive illusions induced by muscle vibration: Contribution by muscle spindles to perception?, Science 175 (4028) pp. 1382–4.

Roll, J.-P., Albert, F, Thyrion, C., Ribot-Cisar, E, Bergenheim, M. and Mattei, B. (2009)
Inducing any virtual two-dimensional movement in humans by applying muscle tendon vibration, J Neurophysiol 101 (2) pp. 816–2.3.

Thyrion, C. and Roll, J.-P. (2010) Predicting any arm movement feedback to induce three- dimensional illusory movements in humans, J Neurophysiol 104 (2) pp. 949–59.

Ehrsson, H.H. (2009) How many arms make a pair? Perceptual illusion of having an additional limb, Perception 38 (2) pp. 310–12.

Ehrsson, H.H. (2007) The experimental induction of out-of-body experiences, Science 317 (5841): 1048.

Longo, M.R., Schüur, F., Kammers, M.J.M., Tsakiris, M. and Haggard P. (2009) Self awareness and the body image, Acta Psychol (Amst) 132 (2) pp. 166–72.

 

Mauro Monesi

Mauro Monesi

Fisioterapista

Laureato in Fisioterapia presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, ad oggi è fisioterapista presso Physioup Studio Professionale e presso il centro sanitario Arcobaleno ’85 di Roma. È assistente alla didattica per il Master “Riabilitazione dei disordini muscolo scheletrici” presso l’Università degli Studi di Genova.