La disgrafia è un disturbo specifico di apprendimento della scrittura che riguarda la competenza grafo-motoria.

La scrittura coinvolge infatti una serie di capacità motorie sequedrinziali e processi di elaborazione del linguaggio. Nei bambini disgrafici queste abilità non sono però completamente integrate.

Le maggiori difficoltà in caso di disgrafia riguardano le abilità  motorie e visuo-spaziali e l’elaborazione linguistica.

Disgrafia: quanto si effettua la valutazione?

Come gli altri  DSA, la  disgrafia  si  presenta  in  bambini o ragazzi con  quoziente  intellettivo  nella  norma,  in  assenza  di patologie  neurologiche  e/o  deficit  sensoriali  e  può  influenzare  sia  l’apprendimento  scolastico  sia  le  attività  di  vita quotidiane con eventuali conseguenze negative a livello emotivo e comportamentale.

La valutazione della competenza grafica viene eseguita dopo la fase di apprendimento che di norma è a fine della seconda elementare.

Talvolta però, alcune difficoltà grafiche emergono già nel disegno in età prescolare.

Disgrafia: quali sono i campanelli d’allarme?

I testi scritti da un bambino disgrafico risultano poco leggibili, anche per il bambino stesso. Le parole appaiono spesso disallineate rispetto alla righe e le singole lettere hanno grandezze diverse.

La disgrafia comporta inoltre una significativa lentezza  nello scrivere.  Come conseguenza, la scrittura prolungata nel tempo per un bambino disgrafico può risultare molto faticosa.

I campanelli di allarme cui prestare attenzione sono:

  • eccessiva pressione sul foglio
  • alterata distribuzione spaziale nel rigo o nella pagina
  • parole e righe fluttuanti
  • eccessiva lentezza di scrittura
  • scatti, interruzioni nel tratto, variabilità della distanza delle parole
  • variabilità dei grafemi, ricalco o sovrapposizioni parziali delle lettere.

Attenzione, però. Una scrittura lenta o sciatta non significa necessariamente che il bambino sia disgrafico.

Per capire se si è di fronte a una pessima grafia, un deficit intellettivo o un disturbo dell’apprendimento è infatti necessaria una valutazione psicodiagnostica specialistica.

Disgrafia e disortografia: qual è la differenza?

Sebbene la disgrafia venga spesso confusa o assimilata alla disortografia, sono disturbi differenti. Nonostante entrambi siano disturbi dell’apprendimento della scrittura, il primo è un deficit di  natura  motoria (coinvolge i  processi  di  realizzazione  grafica); il secondo,al  contrario,    è  un  deficit  nei  progressi  di  cifratura (cioè coinvolge la  componente  linguistica).  (Fonte: Consensus  Conference,  2007).

La disgrafia può essere in comorbilità con.

  • altri DSA (dislessia, disortografia, discalculia);
  • disturbi del linguaggio
  • difficoltà attentive e ADHD
  • difficoltà nella memoria visiva ed uditiva
  • difficoltà di organizzazione visuo-spaziale
  • difficoltà nella coordinazione motoria (disprassie)
  • difficoltà emotive, disturbi del comportamento o dell’umore.

Quanti sono i disgrafici in Italia?

In Italia manca attualmente una statistica certa sull’incidenza di tale disturbo, tuttavia la crescente richiesta di valutazione da parte della scuola e delle famiglie lascia pensare che tale fenomeno sia più diffuso di quanto si possa pensare.

Una ricerca condotta su un campione di 2200 bambini di quinta elementare, età in cui l’alunno dovrebbe aver consolidato un buon sviluppo grafo-motorio evidenzia che il 20,7 % del campione ha difficoltà esecutive nell’atto grafico e il 5% di questo presenta una forma grave. (Fonte: Associazione GraficaMente, Atti del convegno nazionale sulla disgrafia 2008)

Risulta significativo che solo il 0,7% del campione ha diagnosticata tale difficoltà.

Questi dati suggeriscono che la disgrafia è un fenomeno poco riconosciuto e al quale si pone poca attenzione.

Fonti

Associazioni Italiane Disgrafie, http://www.associazioneitalianadisgrafie.it

Convegno Disgrafia, http://www.convegnodisgrafia.it/public/genpags/bigs/DisgrafiaRuggerini.pdf

Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Linee Guida per il Dirtitto Allo Studio degli Alunni e Degli Studenti con Disturbi Specifici dell’Apprendimeto.

Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, LEGGE 8 ottobre 2010, n. 170 Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico.

Educazione & Scuola, http://www.edscuola.it/archivio/handicap/legge_dsa.html

Spazio Acca Onlus, http://www.spazioacca.org/russo_disgrafia_disortografia.pdf

Studio ODIPA, https://www.odipa.it

State of Mind, http://www.stateofmind.it

Stella Giacomo & Grandi Luca, Come leggere la dislessia e i DSA, Giunti EDU, 2016.

Giada Sera

Giada Sera

Psicologa Clinica

Laureata in Psicologia Clinica, dello Sviluppo e in Neuropsicologia, presso l’Università degli Studi di Milano Bicocca ha ottenuto poi un Master in Neuropsicologia presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Svolge attività di supporto psicologico e alla genitorialità in diversi ambiti, tra cui DSA e disturbi clinici e di personalità in età adolescenziale.