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Camillo Zottola: dalla balbuzie al rap

24 Settembre 2016
L’ex-balbuziente Camillo Zottola, dopo aver frequentato il corso Vivavoce Institute, ha potuto esprimere a pieno la sua passione per il rap e raggiungere il successo con il nome d’arte Millinger. Tutto è nato da alcune rime scritte sul cellulare, poi un brano e il primo video su Youtube: Rap Leonida. Infine il nome d’arte, Millinger (MillingerTV il suo canale Youtube) e la prova del palcoscenico. Ma la balbuzie rappresentava l’ostacolo che lo separava dal suo sogno: «Cantare davanti a mille persone era assolutamente impensabile»

La svolta, è arrivata dopo il corso presso Vivavoce Institute: «All’inizio non lo volevo fare – racconta Camillo. Chi ha vissuto questa difficoltà sa che è facile chiudersi in un guscio, evitare il problema, nasconderlo senza affrontarlo. Per me è stato così per tutto il periodo della scuola, fino alle superiori. Tante volte avrei voluto dire delle cose che poi non ho detto. Fare un corso voleva dire guardare in faccia la realtà, mettersi in gioco…».
Il ricordo dell’esame di maturità e la prospettiva dell’Università con tutti i suoi esami orali, spingono Camillo a iscriversi al Corso Vivavoce Institute.

Ora Camillo può parlare, può rappare, giocare con le rime. Rap Leonida riscuote successo, poi Ice Nine, Piove Oro, Come un quadro di Mirò, Non fermarti, Mai una gioia, Giano bifronte, Aspirina e caffè, Victoria’s Secret e la collaborazione con King Max.
Il suo nome inizia a girare, gli chiedono di preparare un secondo disco, arrivano le richieste di esibizioni live. Nell’ambiente viene considerato rapper in ascesa. Poco tempo fa, per una festa universitaria, è stato chiamato a cantare davanti a mille persone.
Camillo continua la sua vita, ma adesso esiste anche Millinger.
Camillo oggi è parte del team Vivavoce Institute, come tutor: «È un’esperienza bellissima. Si incontrano tante persone che hanno vissuto le stesse difficoltà e si lavora insieme per superarle. Non ci sono magie o trucchi, c’è un metodo da fare proprio, una strada da percorrere. Alla fine però si possono riprendere in mano la propria vita e i propri sogni…».