La balbuzie negli adulti è spesso un ostacolo allo sviluppo e al mantenimento di relazioni interpersonali, amicali o sentimentali. Nel caso della relazione amorosa, gli effetti maggiormente deleteri si subiscono durante l’adolescenza e le prime fasi della vita adulta, quando la paura di balbettare frena le intenzioni comunicative. E inficia la comunicazione soprattutto con i membri dell’altro sesso.

Balbuzie in adolescenza: quali conseguenze sulle relazioni?

In questa delicata fase della vita, chi balbetta può venire percepito come meno attraente rispetto ad un coetaneo non balbuziente.

Alcuni adolescenti, infatti, si dimostrano meno propensi ad intessere relazioni sentimentali con chi balbetta. Se a questo dato si aggiunge la paura nei confronti della parola, e la tendenza al ritiro durante le interazioni sociali, è chiaro come chi balbetta può partire svantaggiato.

Balbuzie negli adulti: cosa succede nella vita di coppia

La balbuzie negli adulti ha un’ influenza negativa sulla vita privata, a livello relazionale prima e famigliare poi.

A fare paura sono inizialmente i primi appuntamenti, dove alla comunicazione verbale, fonte di preoccupazione ed imbarazzo, vengono spesso sostituite forme di comunicazione non verbale. Di conseguenza, viene dato ampio spazio a sguardi e gesti, mantenendo le parole in secondo piano.

La comunicazione con il partner risulta limitata, anche dalla preoccupazione di eventuali blocchi e dall’ansia anticipatoria.

Un altro esempio di come la balbuzie negli adulti possa essere fonte di preoccupazione è  il giorno delle nozze. Solo il pensiero di poter balbettare nel fatidico momento del sì fa paura. Per non parlare della preoccupazione di dover parlare al cospetto di una vasta platea! Ecco perché alcune coppie ricorrono a formule di scambio delle promesse brevi o di fare una cerimonia intima e ristretta.

La balbuzie negli adulti può rappresentare un problema anche nella gestione delle questioni relative ai figli, dalla scelta del nome, ai momenti educativi, dalle riunioni con gli insegnanti, alle interazioni con i genitori degli amici. Questo porta a criticità nella formazione di relazioni a lungo termine, e difficoltà nella gestione delle problematiche familiari.

Balbuzie negli adulti: il ruolo del partner

La figura del partner gioca un ruolo decisivo, perché può assolvere la duplice funzione di sostegno o di alibi.

Generalmente, chi balbetta descrive il proprio partner come empatico, fiducioso e protettivo. La balbuzie negli adulti e le preoccupazioni ad essa associate vengono molto spesso discusse e condivise all’interno della coppia. Quando la balbuzie non è un tabù, l’argomento è comune, i pensieri e le opinioni tra i membri della coppia sovrapponibili.

La vicinanza di un partner si può declinare anche in delega, quando alcune questioni che implicano il discorso possono venire demandante. Il perpetuarsi di questo atteggiamento può portare chi balbetta ad una condizione di sempre minor partecipazione nelle interazioni al di fuori delle mura domestiche.

Il supporto costante ed incondizionato fornito dal partner che non balbetta è molto variegato. Esso può spaziare dal suggerire la parola, al rispondere al posto del compagno, fino ad un atteggiamento generale di pazienza. La pazienza del partner è tesa a far sì che chi balbetta possa esprimersi liberamente senza sentirsi sottopressione. A questo si aggiunge una forte accettazione della balbuzie, intesa come condizione che riguarda sì chi ne è affetto, ma che inevitabilmente influenza la coppia.

Le sensazioni di ansia, stress e anticipazione tipiche di chi balbetta, infatti, sono parimenti sperimentate anche dal partner.

La balbuzie negli adulti, quindi, si condivide a tutto tondo.

Balbuzie negli adulti: conclusioni

L’impatto che la balbuzie ha nella vita di ciascun individuo è notevole, soprattutto a livello sociale e relazionale.

Chi non balbetta, per quanto paziente e comprensivo, non sarà mai completamente consapevole della fatica del/lla compagno/a che balbetta.

Ciononostante, il partner rappresenta una grande risorsa. Esso infatti può fungere da facilitatore per assicurare interazioni comunicative di successo e può rappresentare un importante fonte di sostegno anche durante eventuali percorsi di rieducazione, soprattutto se coinvolto in prima persona.

Redazione Vivavoce

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