Insegnanti

La balbuzie in classe. Cosa può e deve fare un docente per i suoi alunni?

La Balbuzie a scuola

Il bambino che balbetta non soffre di alcun ritardo cognitivo, ed è in grado di raggiungere risultati scolastici ottimali. Tuttavia può vivere come particolarmente stressanti alcuni dei compiti richiesti che riguardano la produzione verbale. La scuola, inoltre, è una delle prime “prove”, sul piano delle relazioni sociali e dell’interazione con i coetanei.
L’insegnante svolge un ruolo fondamentale affinché la balbuzie non diventi un problema per il bambino e per la classe.
Il punto di partenza è sempre una corretta informazione: conoscere che cos’è la balbuzie, quali i sintomi e le cause, quali le difficoltà a cui il bambino va incontro.
Il secondo step è quello di rispondere alle specifiche esigenze del contesto scolastico, nel modo più consono per il bambino e per la classe.

Come comportarsi quando in classe un bambino balbetta?

Le diverse fasi dello sviluppo del bambino – sul piano cognitivo, linguistico, delle competenze di letto-scrittura, ma anche sul piano affettivo e relazionale – necessitano di strategie diverse. Il ruolo dell’insegnante all’interno della classe e il tipo di intervento con il ragazzo balbuziente si modula moltissimo in base all’età, al grado di sviluppo cognitivo e sociale e alle richieste dell’ambiente scolastico. Distinguiamo, quindi alcune delle tappe fondamentali.

Durante la scuola dell’infanzia

Per quanto riguarda la scuola dell’infanzia, bisogna tenere presente che la balbuzie è un fenomeno piuttosto frequente nei bambini tra i 2 e i 5 anni e che spesso tende a risolversi naturalmente. In generale, in questa fase è consigliabile che gli insegnanti tengano la situazione monitorata, senza però creare un clima di preoccupazione o di ansia.

Durante la scuola primaria

Per quanto riguarda la scuola primaria, gli interrogativi degli insegnanti aumentano.
Come comportarsi per quanto riguarda le interrogazioni, la lettura ad alta voce o altri compiti che fanno parte dell’ordinaria attività scolastica?
Uno dei primi aspetti di cui tenere conto per rispondere a queste domande è che ciascuna persona che balbetta è un mondo a parte: non ci sono regole rigide da seguire ed è sempre necessario calibrare sulle esigenze specifiche del bambino qualsiasi tipo di intervento.
Il dialogo con la famiglia è fondamentale, affinché si crei una collaborazione costante. Generalmente a questa età i genitori sono già consapevoli del disturbo del figlio e possono decidere di intervenire con percorsi specifici. L’insegnante ha la possibilità di vedere il bambino che balbetta sperimentarsi in situazioni di maggiore stress rispetto a quelle familiari. Per questo il suo feedback è indispensabile per tenere monitorati progressi e difficoltà specifiche.

Scuola secondaria di primo grado

Come gestire le reazioni della classe e supportare il bambino che balbetta?
Un secondo punto critico per gli insegnanti è quello relativo alla gestione della reazione della classe. L’interazione con i coetanei rischia di essere traumatica: è piuttosto frequente che i pre-adolescenti che balbettano siano vittime di derisione, scherzi fino a subire veri e propri episodi di bullismo.

È importante che gli insegnanti sappiano intercettare queste situazioni critiche ed intervenire tempestivamente.
La balbuzie non deve essere un tabù, ma qualcosa di cui si può e si deve apertamente parlare con la classe, per evitare che circolino informazioni sbagliate o che si diffonda lo stigma e il pregiudizio.

Anzi è possibile trasformare il problema di uno studente in un’occasione educativa per tutta la classe: per insegnare ad ascoltare, a rispettare i tempi del dialogo, a prestare la massima attenzione ai compagni. Può essere l’occasione per far emergere temi importanti anche per gli altri ragazzi, quali la gestione dello stress, lo stigma sociale, il bullismo.

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