Balbuzie infantile

La balbuzie nei bambini in età scolare

La Balbuzie nei bambini

Tra i 2 e i 5 anni molti bambini attraversano una fase transitoria di balbuzie.
Per alcuni purtroppo non si tratta solo di una fase transitoria, ma di un disordine cronico che con l’inizio della scuola può delinearsi in maniera più chiara e richiedere l’inizio di un percorso riabilitativo.

Che cos’è la balbuzie infantile e quali sono le cause

La balbuzie è un disordine della produzione dell’eloquio, le cui cause non sono ancora del tutto chiarite.
Ripetizione di sillabe o di singoli suoni, esitazioni, pause, prolungamenti di suoni, interiezioni associati a movimenti involontari del corpo (un ripetuto sbattimento delle ciglia o un’accentuata tensione dei muscoli del collo e della faccia) sono i sintomi principali e più noti.
Ma la balbuzie si manifesta in maniera molto differente da bambino a bambino, sia nelle frequenza, sia nell’intensità, sia nel tipo di sintomi.
Secondo gli studi più recenti le cause sarebbero da rintracciare nel controllo motorio della produzione del linguaggio, che nei bambini è ancora in fase di sviluppo. Parlare è un atto motorio complesso e accade che il meccanismo si “inceppi”, come un giradischi che ripete lo stesso suono.
Nella maggior parte dei casi (circa 80%) si tratta di un fenomeno transitorio, ma intorno ai 5-6 anni le possibilità di un recupero naturale si abbassano in maniera significativa.
Quali difficoltà possono subentrare con l’inizio della scuola?

Difficoltà scolastiche

I bambini che balbettano non manifestano alcun ritardo su un piano cognitivo, ma numerosi studi hanno mostrato che sono più a rischio di basse prestazioni scolastiche. Le cause non sono quindi da ricercare a livello di competenze, ma sul piano comportamentale. Il bambino che balbetta potrebbe evitare situazioni che lo mettono a disagio, rinunciando a rispondere alle domande o a svolgere normali compiti richiesti dalla scuola che provocano in lui imbarazzo o sono fonte di stress, come, ad esempio, la lettura ad alta voce.

Anche se la balbuzie non è causata da un ritardo cognitivo, in alcuni casi può essere correlata ad altri disordini (comorbidità) quali DSA (dislessia, disortografia, disgrafia, discalculia), ADHD (deficit di attenzione ed iperattività) o sindromi genetiche.
Intorno ai 5 anni-6 anni lo sviluppo fonologico ha raggiunto la conoscenza dei fonemi come unità discrete, combinabili e commutabili. Questa conoscenza è un prerequisito ed al tempo stesso un prodotto dell’alfabetizzazione. La scuola, con l’implementazione delle competenze di letto-scrittura, potrebbe essere l’occasione in cui si manifestano le comorbidità.

In tali condizioni è necessario adottare un approccio integrato, con il coinvolgimento attivo delle varie figure professionali nella presa in carico riabilitativa.

Difficoltà sociali

A scuola il bambino si inserisce in un nuovo ambiente sociale, diverso da quello familiare e più richiedente rispetto a quello della scuola dell’infanzia.
Il rapporto con gli insegnanti e con i compagni di scuola ha un ruolo fondamentale nel suo sviluppo. I bambini che balbettano sono spesso oggetto di pregiudizi e stigma. Questo li porta ed essere oggetto di derisioni, isolamento o peggio di atti di bullismo.

Inoltre le richieste degli insegnanti, soprattutto se all’interno di una classe poco accogliente od ostile, possono risultare particolarmente stressanti. Il bambino che balbetta spesso conosce già la situazione, o le parole, su cui si bloccherà. Questo fa sì che si sperimenti in anticipo l’ansia, lo stress e l’imbarazzo. L’ansia e lo stress possono aumentare la frequenza e l’intensità della balbuzie in un circolo vizioso difficile da disinnescare.

Sul piano psicologico

La balbuzie non è un problema di origine psicologica: sono falsi miti quelli che correlano le difficoltà nella produzione dell’eloquio tipica di questo disturbo a traumi psicologici o a problemi nella relazione con la famiglia o a un temperamento costituzionalmente ansioso.
Tuttavia la balbuzie ha come effetto, e non come causa, quello di aumentare il rischio di difficoltà sul piano psico-emotivo.
La risposta psicologica della persona che balbetta al suo problema è parte integrante della balbuzie, che va tenuta in considerazione anche nel momento in cui si decide di intraprendere un percorso riaeducativo.
L’età scolare è un momento importante per prevenire tempestivamente l’emergere di difficoltà a livello emotivo e socio-relazionale. Sappiamo che i bambini cominciano a prendere consapevolezza della propria balbuzie già a partire dai 3 anni, ma è con l’inizio della scuola che si confrontano anche con le reazioni dei coetanei e degli insegnanti.
Il bambino può iniziare a sviluppare ansia, vergogna, paura e senso di colpa: tutti aspetti che andranno a sedimentarsi sulla sua capacità di gestire le situazioni comunicative.
È molto importante in questa fase far emergere i vissuti del bambino rispetto alla balbuzie e verificare quali strategie sviluppa per affrontarla.

Cosa fare

A casa è importante mantenere un clima familiare disteso e imparare ad essere dei buoni comunicatori in prima persona.
A scuola è consigliabile parlare del problema con l’insegnante, per monitorare la situazione del bambino in classe e concordare strategie di intervento.
Iniziare un percorso rieducativo specifico. La balbuzie è un disturbo che può essere trattato attraverso percorsi svolti con l’ausilio di esperti che sappiano adattare alle specifiche caratteristiche ed esigenze del bambino l’attività riabilitativa.

Leggi anche…

La Balbuzie in età pre-scolare

Articoli correlati

I numeri della balbuzie - Vivavoce Institute

I numeri della balbuzie

Quante persone soffrono di balbuzie nel mondo? Quanti bambini che iniziano a balbettare recuperano autonomamente? Colpisce più gli uomini o le donne? Epidemiologia della balbuzie