Balbuzie infantile

La balbuzie nei bambini in età pre-scolare. Quando intervenire?

Può capitare di sentire il proprio figlio balbettare, anche solo per un momento o per un breve periodo. È normale che questo generi dubbi, domande e preoccupazioni, tipiche di quando ci troviamo davanti a qualcosa che non conosciamo bene. In questi casi informarsi e approfondire è la scelta migliore che ci può permettere di percorrere la strada giusta.

La balbuzie in età pre-scolare (2-5 anni)

L’incidenza della balbuzie nei bambini supera il 17%, ma i tassi di recupero naturale superano l’80%. Ciò significa che molti bambini passano attraverso una fase di balbuzie, ma nella maggior parte dei casi si tratta di una fase transitoria che non deve destare preoccupazioni. In un numero più limitato di casi la balbuzie evolve in disturbo cronico e può essere trattata efficacemente.

Quali sono i sintomi della balbuzie infantile?

Oltre a ripetizioni, prolungamenti e blocchi all’inizio di singole parole o frasi, i bambini che soffrono di balbuzie sperimentano anche “manifestazioni fisiche” del problema.
Per esempio:

  • Il bambino ripete una parte della parola (co-co-co-come ti chiami?) o la parola stessa più volte (mi-mi-mi-mi chiamo Paolo);
  • Ci sono suoni su cui sembra bloccarsi come se gli fosse impossibile arrivare a quelli successivi;
  • Il bambino perde il controllo di alcuni muscoli facciali e di altre parti del corpo;
  • L’emissione del primo suono che dà inizio a una nuova frase fallisce e il bambino inizia a manifestare frustrazione e ansia;
  • La balbuzie interrompe la comunicazione e il bambino rinuncia a dire ciò che voleva;
  • Il fenomeno che sembrava circoscritto ad alcune espressioni o situazioni si manifesta inaspettatamente dove non era previsto;
  • Alcuni vocaboli vengono evitati e sostituiti in modo non del tutto appropriato;
  • Il bambino è particolarmente stanco e nervoso dopo aver passato del tempo con gli altri.

Quali sono le cause della balbuzie infantile?

Benché le cause della balbuzie non siano ancora del tutto chiarite, le più recenti ipotesi hanno individuato un coinvolgimento dei meccanismi di controllo motorio della produzione del linguaggio. La balbuzie quindi, non nasce da un trauma psicologico, non è legata a un ritardo cognitivo o a un temperamento ansioso: queste spiegazioni sono soltanto falsi miti, da cui non bisogna lasciarsi sviare.
In età prescolare, il bambino sta ancora mettendo alla prova gli schemi motori della produzione del linguaggio. Come spiega la neuropsicologa Valentina Letorio: “Possiamo pensare alla balbuzie come a un giradischi che si inceppa, un errore nella produzione del suono, data da un movimento sbagliato. Un fenomeno comune in età prescolare, perché i movimenti necessari alla produzione del suono non sono ancora stabili e certi.”

Esistono fattori predittivi?

Purtroppo al momento non esistono dati certi sui fattori che determinano la risoluzione o la persistenza del problema.
Quello che sappiamo è che le possibilità di recupero naturale diminuiscono proporzionalmente a quanto tempo passa dalle prime manifestazioni (Yairi & Seery, 2011):

  • Subito dopo la manifestazione dei sintomi: 75%
  • 63% dopo 1 anno
  • 47% dopo 2 anni
  • 16% dopo 3 anni
  • 5% dopo 4 anni

Sono possibili anche recuperi in adolescenza e in età adulta, ma sono più rari. (Finn et al., 2005; Kell et al., 2009).

Come comportarsi quando il bambino balbetta?

Grazie agli studi di Yairi e Vanryckeghem sappiamo che già all’età di tre anni i bambini possono essere consapevoli di avere difficoltà nell’eloquio e in qualche modo elaborano delle strategie difensive fatte di rinunce, deleghe e fuga dalle situazioni in cui possono essere messi alla prova. Un esempio? Il bambino quando deve comunicare con un estraneo o non appena sperimenta difficoltà nell’eloquio, cerca subito lo sguardo di un genitore.
Per questo è bene seguire alcune semplici regole di condotta, per non aumentare i livelli di ansia e di stress nel bambino in età pre-scolare.

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