Balbuzie e anticipazione: di cosa si tratta?

La balbuzie (comunemente intesa come la presenza di blocchi e/o ripetizioni) c’è e si sente. Vi sono alcune manifestazioni oggettivamente riscontrabili, quali blocchi e ripetizioni, più o meno percepibili a qualunque interlocutore.

C’è però anche tutta una parte, sempre associata al linguaggio parlato, che esiste ma non è esteriormente percepibile. Questa componente non viene percepita da chi ascolta, ma viene sentita e vissuta da chi balbetta. L’anticipazione è una sensazione propriocettiva e/o cognitiva predittiva grazie alla quale chi soffre di balbuzie percepisce quando sta per bloccarsi su un suono o una parola prima di parlare.

Balbuzie e anticipazione: modalità prospettica e modalità immediata

L’anticipazione può attuarsi in due modalità: prospettica e immediata.

In caso di predizione prospettica, chi balbetta sa che incontrerà un blocco o una ripetizione nel pronunciare la parola o il suono temuto. La predizione prospettica riguarda infatti determinate parole o suoni target. Chi soffre di balbuzie conosce le parole che causano i maggiori problemi: il proprio nome, il nome della città in cui si vive, etc.

In caso di anticipazione immediata la sensazione di blocco viene esperita nel momento stesso in cui si parla, non prima.

Non tutti i blocchi e le ripetizioni sono preceduti da anticipazione e viceversa. La capacità predittiva di chi balbetta si dimostra molto affidabile, e si affina con lo sviluppo e con la crescita. In breve, gli adulti sono maggiormente capaci di predire rispetto a bambini e adolescenti. Questi fenomeni non dipendono né dalla gravità delle manifestazioni di balbuzie né dall’averla superata. L’anticipazione è associata ad alterazioni delle funzioni corporee: variazioni della frequenza cardiaca, vasocostrizione, aumento della rigidità muscolare di tutto il corpo.

Balbuzie e anticipazione: pro e contro

Nell’esperienze di chi balbetta l’anticipazione è vissuta come un’arma a doppio taglio.

L’aspetto positivo è quello di fornire un campanello d’allarme tramite il quale è possibile attivare delle strategie di gestione. In questo senso, l’anticipazione può aiutare chi balbetta ad arrivare preparato al blocco e a riuscire a gestirlo al meglio. Le strategie di rilassamento aiutano, ad esempio, a rendere più agevole la conversazione.

Ma attenzione: anticipare non equivale a non balbettare!

L’anticipazione può addirittura inficiare la comunicazione quando genera in chi balbetta il dubbio di sbagliare, portandolo a concentrarsi ancora di più su quello che deve dire. Uno degli aspetti negativi dell’anticipazione, infatti, è il fatto di poter creare insicurezza e ansia anticipatoria in chi balbetta. In tal caso, la persona che soffre di balbuzie si ritrova paralizzata e concentra le sue attenzioni sul blocco imminente. A volte poiché tutti gli sforzi sono sul blocco, ci si dimentica persino cosa si stava dicendo. Ritardando l’eloquio e allungando i tempi di reazione comunicativi, l’anticipazione può essere disturbante. Può accadere, infatti, che altri prendano la parola, o addirittura che l’argomento venga cambiato. Da ciò possono scaturire la sensazione di perdere il controllo e reazioni emotive di imbarazzo, paura e vergogna.

Balbuzie e anticipazione: le reazioni

L’anticipazione causa ansia e incertezza, ma anche tensione fisica e una riduzione della fiducia in se stessi. Come reazione possono venire messe in atto diverse strategie di autogestione, di evitamento o di approccio.

Condotte di autogestione e/o evitamento vengono messe in atto prima che il blocco diventi osservabile e sono utilizzate con la medesima frequenza per nascondere o scappare dalla balbuzie. 

Le condotte di autogestione sono una maggiore attenzione alla preparazione del discorso, il cambiamento del ritmo dell’eloquio o tentativi di rilassamento e di respirazione guidata.

Le strategie di evitamento sono invece tese ad aggirare il blocco, e comportano l’alterazione del messaggio verbale. In questo caso non si pronuncia esattamente la parola che si voleva dire, ma se ne cerca un’altra oppure si utilizzano giri di parole o riempitivi (ehhmm) per evitare o posporre il momento di balbuzie. Altrettanto diffuso è fingere di dimenticarsi un nome, guardare altrove, distrarsi, far parlare qualcun altro o cambiare argomento. Similmente vengono impiegati anche movimenti non verbali (muovere la testa, le mani, le gambe o deglutire).

In alcuni casi la reazione di fronte all’anticipazione può anche essere proattiva: anziché evitare il blocco, chi balbetta decidere di balbettare. In questo caso si sperimentano ansia e incertezza di fronte al blocco, in misura minore rispetto a quanto ci si aspettava nella scelta di dover gestire il blocco con altre strategie.

Balbuzie e anticipazione: quali conclusioni?

Anticipare, dunque percepire l’imminenza di un blocco può essere utile quando facilita una più corretta gestione del linguaggio, il recupero di strategie utili, e una maggior conoscenza e consapevolezza in chi balbetta. L’anticipazione può però anche far aumentare ansia e preoccupazione o far perdere il controllo di quello che si sta dicendo. Ad ogni modo l’anticipazione non risolve la balbuzie.

Il blocco, infatti, viene sempre sperimentato da chi balbetta, anche se l’interlocutore potrebbe non percepirlo.

Redazione Vivavoce

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