Sarà capitato anche a te di sentire qualcuno parlare di balbuzie usando balbuzia. Ma si dice balbuzie o balbuzia? Il termine esatto, quello contenuto nel dizionario della lingua italiana è balbuzie. Tuttavia, poiché si riferisce a un sostantivo femminile, a mote persone viene spontaneo usare balbuzia come se avesse un singolare. Invece proprio no. È un errore grammaticale.

Il lemma [bal-bù-zie] è un sostantivo femminile invariabile, cioè che mantiene la stessa forma anche per il plurale, modificando solo l’articolo determinativo o indeterminativo che lo precede. deriva da balbuziente e indica, nel Vocabolario Treccani online,

un disturbo dell’articolazione della parola (disartria) dovuto a uno spasmo intermittente dell’apparato fonatorio per cui il discorso riesce esitante, tronco e presenta ripetizioni; a seconda della sede dell’inceppamento (faringe, glottide, lingua, labbra), si parla di bgutturalelinguale e labiale.

Il Grande Dizionario Italiano di Aldo Gabrielli, edito da Hoepli, definisce invece la balbuzie, in senso medico, come

un disturbo dell’eloquio consistente nella ripetizione convulsa di sillabe o parole, causato da spasmi intermittenti dell’apparato fono-articolatorio.

La [balbuzie] rientra, quindi, tra i nomi femminili che terminano in “–ie” e restano invariati al plurale, come ad esempio la calvizie – le calvizie, la specie – le specie o la serie – le serie. Nonostante sia forte la tentazione di utilizzare la desinenza a, la lingua italiana spazza via ogni dubbio: si dice balbuzie, non balbuzia.

Balbuzie: un’origine antica

Dal punto di vista etimologico, il termine balbuzie nasce dal latino balbus (cioè balbuziente), una parola onomatopeica creata per imitazione del suono bar, bal, che emette chi pronuncia con difficoltà le parole. Da Balbus deriva anche l’aggettivo balbo [bàl-bo] usato, raramente o in letteratura, per indicare il balbuziente. Lo troviamo, ad esempio nella Divina Commedia Dante: «mi venne in sogno una femmina balba». Anche La diffusione del cognome Balbo a Torino, Roma, Napoli, Venezia, Cuneo e Ferrara, sembra suggerire l’utilizzo di questa parola come un soprannome prima che un cognome.

Prima ancora, ritroviamo la stessa radice e lo stesso significato dalla parola balbuzie nel nome proprio Barbara. Il greco antico bàrbaros, indica, infatti “chi non sa parlare”. Ecco perché tutti i popoli che non parlavano la lingua greca venivano chiamati con questo termine. In seguito passò al latino barbarus, barbaro, per indicare, allo stesso modo, chi non parlava né latino né greco e, più tardi in età cristiana, per definire chi non era né ebreo né cristiano. Ecco perché il significato del nome proprio Barbara può essere, più in generale, “straniera”.

 

Redazione Vivavoce

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