La balbuzie negli adulti

La balbuzie riguarda uomini e donne di tutto il mondo, ma si può superare

La Balbuzie negli adulti

Esistono molte definizioni differenti di balbuzie: secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità (OMS), la balbuzie è un disordine del ritmo della parola nel quale il paziente sa con precisione quello che vorrebbe dire, ma nello stesso tempo non è in grado di dirlo.

La balbuzie interessa gli uomini e le donne di tutte le parti del mondo, al di là del contesto sociale, culturale o storico a cui appartengono e può avere manifestazioni molto diverse da persona a persona: da casi in cui le difficoltà di parola sono appena percepibili fino a situazioni più gravi in cui la comunicazione verbale è quasi preclusa.
Talvolta ai blocchi e alle ripetizioni di suoni sono associati dei movimenti, spesso erroneamente definiti “tic”: si tratta di comportamenti secondari messi in atto dalla persona, che cerca di “forzare” il blocco motorio legato alla balbuzie per facilitare l’emissione dell’aria e di conseguenza la formazione dei suoni. Col passare del tempo non è raro che questi movimenti continuino con una consapevolezza sempre minore.
Oltre a manifestarsi in forme diverse da soggetto a soggetto, la balbuzie è un disturbo molto variabile: può scomparire per alcuni periodi e tornare all’improvviso, generando ansia e frustrazione in chi credeva di essersene liberato.

Le cause della balbuzie

Perché alcune persone balbettano? Non c’è unanimità nel mondo scientifico su quali siano le cause della balbuzie e nel tempo si sono avvicendate diverse ipotesi in merito.
È ormai concordemente accettato che la balbuzie non è un problema di natura prettamente psicologica. La balbuzie non è causata da traumi, dall’educazione o dalla relazione con i genitori.
La causa della balbuzie è piuttosto da riportare a un problema a livello neurologico, di funzionamento cerebrale nella produzione del linguaggio.
Alcune delle ipotesi più accreditate collegano la balbuzie a un malfunzionamento dei meccanismi di controllo motorio della produzione del linguaggio. Recenti studi hanno evidenziato anche l’esistenza di una componente ereditaria.

È possibile trattare la balbuzie anche in età adulta?

La balbuzie generalmente compare nell’infanzia, tra i 2 e i 5 anni, con un tasso di incidenza sempre più basso con il procedere degli anni. L’esordio in età adulta è esclusivamente correlato a lesioni neurologiche o farmaco-indotto.
Ciò significa che un adulto che balbetta ha alle spalle una lunga “relazione” con la sua balbuzie, non solo in termini di meccanismi compensativi e strategie di coping più o meno efficaci, ma anche di abitudini non funzionali consolidate quali condotte di evitamento, reazioni di ansia anticipatoria, ecc
È possibile intervenire attraverso un percorso rieducativo, anche in età adulta, con una maggiore attenzione ad aspetti di natura cognitivo-comportamentale e socio-emotiva.

La balbuzie ha un forte impatto sulla qualità della vita di una persona adulta: non è raro che persone che balbettano rinuncino agli studi o a posizioni lavorative di prestigio. Sono vittime di pregiudizio e di stigma dovuto a informazioni scorrette. Spesso evitano o riducono le relazioni sociali, parlano e interagiscono poco.

Il trattamento della balbuzie è la via maestra per migliorare la qualità della vita: per questo motivo è importante non rinunciare a sconfiggere la balbuzie anche in età adulta.

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