La comunicazione verbale è un elemento fondamentale per lo sviluppo, il mantenimento e il funzionamento delle reti sociali e delle relazioni con gli altri individui. Dalla capacità di comunicare in modo efficace dipendono interazioni quotidiane in cui una défaillance, soprattutto se in un momento delicato e di fronte a persone che ci ascoltano, può avere conseguenze fastidiose. La preoccupazione per tali conseguenze, o il timore di un giudizio negativo di chi ascolta, induce un forte disagio in grado di rendere minacciosa la situazione. E, come abbiamo visto, l’ansia è una sensazione che il nostro organismo produce per proteggerci e prepararci proprio nei momenti che percepiamo come potenzialmente pericolosi.

Questo spiega perché l’ansia legata a momenti di interazione sociale, quando la capacità di dialogo è fondamentale, può essere esasperata nei casi in cui si presentano difficoltà oggettive nella comunicazione verbale. E perché essa sia quindi molto presente nella vita di chi balbetta, in misura maggiore rispetto alla popolazione media. Di conseguenza, l’ansia è una delle esperienze individuali e uno dei costrutti psicologici più spesso osservati e studiati in concomitanza con la balbuzie.

Quindi l’ansia causa la balbuzie?

La grande rilevanza dell’incontro tra ansia e balbuzie ha spinto molti ricercatori a interrogarsi sul rapporto tra i due fenomeni. Il fatto che le situazioni ansiogene possano indurre peggioramenti nell’eloquio, ha fatto ipotizzare che tra i due fenomeni potesse esistere una relazione causa-effetto: l’ansia come causa della balbuzie. Diverse sono le teorie che hanno cercato, negli anni, di spiegare le cause della balbuzie mettendo a confronto la personalità e le componenti dell’umore di chi soffre di balbuzie con quelle dei normofluenti, senza però riuscire a dimostrare nessuna differenza significativa. Appare però evidente che, in momenti in cui il giudizio altrui ha particolare rilievo, chi balbetta provi alcune sensazioni facilmente sovrapponibili con l’ansia, come una maggiore tendenza all’evitamento di situazioni che prevedono di parlare in pubblico o la paura di una valutazione negativa da parte degli altri. Molto spesso questo risultato porta a fraintendere il ruolo di causa con quello di conseguenza. Tuttavia, attualmente non è possibile sostenere un legame causale tra ansia e balbuzie.

Ciò non significa che le persone che soffrono di balbuzie non sentano l’ansia come tutti gli altri. Al contrario, le difficoltà di comunicazione della balbuzie sono una fonte di stress importante e, per questo motivo, alcune situazioni che per altri non sono particolarmente stressanti, fosse anche solo ordinare un caffè al bar o presentarsi, per chi soffre di balbuzie possano essere foriere di imbarazzo e frustrazione.

Secondo le ricerche, però, è ragionevole interpretare questa maggiore vulnerabilità come una  conseguenza delle difficoltà fisiche di articolazione, non come la loro causa. In una lettera di risposta a un articolo su ansia e balbuzie. il dottor Lovett osserva come il peggioramento della balbuzie dovuto a situazioni ansiose si riduce una volta che la situazione si conclude o vengano presi provvedimenti per gestire la situazione pericolosa. Secondo l’autore, è possibile fare un’analogia con l’epilessia: è più probabile che chi soffre di balbuzie balbetti quando è in ansia così come è più probabile che chi soffre di epilessia abbia una crisi quando è stanco. Così come la fatica abbassa la soglia epilettica, allo stesso modo l’ansia può ridurre l’efficienza corticale associata ai compiti di integrazione motoria richiesti per un eloquio fluido. Ciò non significa che l’ansia sia la causa della balbuzie, così come la stanchezza non è causa dell’epilessia.

Trattare l’ansia

In conclusione è possibile affermare che l’ansia influenza la balbuzie, ma ciò non significa che essa sia la causa di questo fenomeno. Senza dubbio è possibile osservare miglioramenti nell’eloquio in situazioni ansiogene in seguito a interventi mirati a una più efficace gestione dell’ansia, ma questo non significa che il beneficio riguardi specificatamente la balbuzie. Una migliore gestione dell’ansia è una risorsa in grado di fornire supporto in momenti di particolare tensione tanto per chi soffre di balbuzie, quanto per tutti gli altri. Un intervento di questo tipo può essere utile per evitare che sintomi secondari, come l’evitamento di situazioni sociali o vissuti di inadeguatezza, possano danneggiare la percezione di sé come individui competenti.

Luca Bailo

Luca Bailo

Psicologo Clinico e Dottore di Ricerca in Psicologia Cognitiva

Ha frequentato l’Università degli studi di Milano Bicocca laureandosi in Scienze tecniche psicologiche e, successivamente, in Psicologia clinica. Ha proseguito la carriera accademica conseguendo un Dottorato di ricerca in Psicologia cognitiva. Iscritto all’Ordine degli Psicologi della Lombardia, con un’équipe di psicologi ha dato vita al Progetto Duos, che offre servizi di supporto psicologico rivolti a individui, coppie e famiglie, attraverso percorsi di consulenza e cura finalizzati al superamento di momenti di crisi.